Ella si accostò al cadavere, lo covrì di baci e di lagrime; indi applicò una forma di gesso sul volto dell’estinto, e vi gittò la cera.
La maschera di Ugo Ferraretti era fatta: il suo volto era riprodotto!
Quella donna guardò lungo tempo le bianche sembianze del cadavere; pianse a lagrime dirotte; s’inginocchiò alla sponda del letto e pregò.
Era ella in quel momento il quadro vivo della Preghiera.
Era Luigia Aldinelli.
Parte Terza
I. I DUE BAMBINI
Prima che riprendiamo la nostra narrazione al punto dove la lasciammo alla fine della prima parte, cioè, alla morte del giovin francese Giustino Victor, e pria che proseguiamo a raccontare le tristizie del Lennois, è mestieri che facciam conoscere ai nostri lettori qual si fu la prima giovinezza di questo malvagio, e quali sventure ad un tempo e turpitudini l’accompagnarono.
Lasciamo alquanto avvolta nel mistero la storia della sua nascita. Solamente dir dobbiamo che la natura sembrò aver posto il marchio della sua riprovazione su questo fanciullo, sulla cui schiena era una larga macchia nera, la quale vi restò incancellata; anzi vennesi rabbuiando sempre più a guisa di nero scudo.