— Chi sei tu, furfantello? dimandò un uomo di aspetto autorevole.

— Io mi chiamo Federico Lennois.

— Tu dici che quel sacchetto era tuo?

— Mio, illustrissimo signore.

— E dove il portavi a quest’ora?

Era ben difficile rispondere su due piedi a quest’ardua e inaspettata domanda; però Federico si smarrì alquanto e titubò a rispondere.

— E così? Possiamo sapere dove portavi quel rame?

— Il portava meco per ispenderlo qui, a Parigi, e per divertirmi un poco.

Tutta la rispettabile udienza ruppe in uno scroscio di risa impossibile a reprimere. Passò un cinque minuti innanzi che si fosse calmata l’ilarità di quei signori. Il povero Federico non sapea più che contegno assumere, e sperava che quel riso avesse fatto piegare a più miti sentimenti coloro che egli estimava suoi giudici.

— Di dove sei tu?