— Ben lo potrei, rispose il ladro con un sorriso di amorevolezza, che andò a colpire il fondo del cuore del garzoncello.
— E in che modo? dimandò questi.
— Non occorre dirti tutto quello a cui ho pensato. Soltanto voglio farti una semplice interrogazione: Mi amerai tu un poco quando io ti avrò renduto alla libertà?
Federico si fe’ rosso come brace e mormorò sotto voce:
— Cercherò di provarvi un giorno la mia riconoscenza.
— Ascoltami bene. Hai tu veduto il figliuolo del nostro carceriere? Hai tu osservato ch’ei ti rassomiglia a capello, per la statura e pel volto, tranne che quel fanciullo ha una faccia stupida e selvaggia, mentre la tua è nobile ed intelligente? Spesse volte suo padre lo mena da noi ed il fa restare qui qualche tempo. È certamente il cielo che ha fatto questo prodigio di rassomiglianza per salvar te, e per fare che io nobiliti la mia vita con una bella azione. Avvenga che può, ecco il proponimento che ho formato. La prima volta che quel fanciullo tornerà da noi e resterà qui, ti spoglierai in un attimo dei miseri cenci che ti coprono, mentre io svestirò il fanciullo de’ suoi panni. Tu te ne vestirai al più presto, e uscirai fuori della prigione, imitando la voce e l’andatura del figlio del carceriere. Tu hai senno ed abilità; saprai con destrezza raggiungere la porta maggiore ed illudere i custodi, i quali sono da molto tempo avvezzi a veder entrare ed uscire questo fanciullo. Una volta che sarai fuori di questo carcere, non indugiare ad abbandonare Parigi. Ho pensato anche ad un poco di denaro che ti sarà necessario ne’ primi giorni della tua fuga. Non sì tosto sarai libero, ti recherai al Boulevard... numero 13 bis: entrerai nel fondo di una specie di cantina posta alla dritta di un angusto cortile; scenderai alcuni gradini, e in una fossetta, solidamente ricoperta da una pietra, troverai qualche centinaio di franchi in oro che io solea conservare per le inattese emergenze. Hai ben capito?
Federico restò trasognato e stupefatto; affisava con istupore grandissimo quell’uomo straordinario, credendo che il detto da lui fosse un’amara burla; ma le sembianze del ladro eran questa volta gravi e solenni, e sulla sua fronte pallidissima raggiava la contentezza di una nobile azione.
— E che ne sarà di voi? dimandò Federico. La giustizia non vi chiederà conto della mia sparizione?
— Non penso a questo. Ho tante volte meritato il gastigo per turpi azioni, che ora son contento di meritarlo per una buona; e tante volte ho trovato l’impunità alle mie colpe, che ora spero trovarla alle mie virtù. Ad ogni modo, io sono risolutissimo di salvarti, e ci riuscirò, purché mi secondi con destrezza e senza titubare.
La fortuna non poteva meglio favorire l’ardito proponimento del Dumourier. Non passarono due o tre giorni; e l’occasione si presentò mirabilmente propizia.