In pochi minuti il travestimento era operato. Dumourier avea ligata la sua cravatta alla bocca del figliuolo del carceriere, e il tenea fermo per le braccia; mentre Federico, vestito coi panni del fanciullo, ingannava la vigilanza delle guardie, passava con gran disinvoltura per tutti gli usci delle carceri, e riusciva a raggiungere sano e illeso il sito indicatogli dal suo salvatore.

V. FEDERICO PITTORE

Tutto accadde appuntino siccome era stato ne’ desiderii del Dumourier e di Federico.

Con somma sorpresa mista di piacere costui ritrovò al sito indicato il danaro, di cui il ladro gli facea dono; e in questo singolare avvenimento la logica del piccolo Lennois era sconcertata: chè egli non potea persuadersi come da un uomo che rubava per mestiero fossegli stata fatta sì bella azione, senza veruna mira d’interesse. Se Federico fosse stato più grandicello e più atto a ragionamenti sodi e imparziali, avrebbe di leggieri riconosciuto il suo torto nel giudicare troppo prestamente degli uomini e nel crederli tutti incapaci di bene; ma egli era in quell’età in cui i giudizii son figli delle prime impressioni; e queste avevano lasciato tale impronta d’odio nel cuore del giovinetto, da non poter più cancellarsi per qualsivoglia salutare effetto di virtù.

Federico si ritrovò nel medesimo stato in cui era quando giunse a Parigi, colla sola differenza che la prima volta lacero e scalzo egli aveva addosso un sacchetto di monete di rame, ed ora, vestito un poco più decentemente, aveva nella tasca dei suoi calzoni una decina di napoleoni, moneta al tutto nuova per lui. Aggiunger fa d’uopo che cinque o sei mesi di prigionia aveano accresciuto cinque o sei anni sulle spalle del fanciullo, per modo che egli aveva ormai l’aspetto di un giovinetto a sedici anni: un’ombra di barba eragli già spuntata in sul basso del volto.

Bisognava abbandonar Parigi al più presto, secondo il consiglio e le raccomandazioni di Dumourier. La sua ulteriore permanenza nella capitale poteva esporlo ad una seconda cattura, dalla quale non avrebbe potuto facilmente liberarsi, e che avrebbegli precluso il cammino ad ogni impresa, ad ogni ventura. Ma come abbandonar Parigi? Dove dirigersi? Che via prendere? Federico fermò di affidare al caso il pensiero della sua sorte futura. Spesse volte è questo il miglior partito, cui un uomo si possa appigliare, e che non raramente è fecondo di lieti successi.

Dumourier gli avea dato alcune indicazioni per isfuggire alle ricerche della Giustizia, e gli avea consigliato cangiar tostamente di nome.

— Fatti chiamare, per esempio, Ferdinando Ducastel: questo è un nome come gli altri, ed ha il vantaggio di non essere conosciuto che da noi due.

— Ferdinando Ducastel! pensò Federico; ed è questo un nome inventato?

— Perfettamente inventato, soggiunse il ladro; possa questo nome portarti la buona ventura!