— Non è la prima volta ch’io sono al tuo fianco, rispose questi con voce simulata e in purissimo idioma e accento italiano.

Federico fece un atto di sorpresa, e cercò di riconoscere le sembianze dell’incognita sotto il mascherino.

— Tu non sei francese? dimandò con turbamento e in buon toscano.

— No, io sono italiano, rispose il dèbardeur.

— Tu vorresti darmi a credere di essere un uomo, come se la leggiadria della tua persona non ti tradisse. E dimmi, dove mi hai conosciuto per la prima volta?

— Laggiù, in Italia, disse la maschera.

Federico affissava gli occhi con estrema curiosità su quella parte del volto del dèbardeur, la quale era discoperta; ma quella porzione del viso non gli ricordava nessuna antica fisonomia.

— Quanti anni ha che mi conosci?

— Sono circa tre anni.

Questo breve dialogo fu interrotto dalla folla che venia su a gran flutti. Gli amici di Ducastel lo aveano ritrovato, e questa volta a forza lo strascinavan seco loro. Egli ebbe appena il tempo di dire al dèbardeur,