Non c’era dubbio: Ducastel era il ladro del quadro del Ferraretti, siccome era il vero autore della morte di Giustino Victor! Per una delicatezza che Lucia ed Emma seppero apprezzare, Maurizio non avea voluto manifestare a Luigia che il creduto Ferdinando Ducastel era il fratello di lei, Federico Lennois. Questa rivelazione avrebbe forse potuto mettere nell’animo generoso dell’Aldinelli qualche scrupolo nocivo allo smascheramento delle turpitudini di cui si era bruttato il Lennois.
Lungamente si ragionò intorno al modo di ottenere il desiato smascheramento, dapprima del furto del quadro, e indi della trama commessa a danno del giovine Victor, e per la quale sir Eduardo era privo di libertà e minacciato da grave processo criminale. Bisognava anzi tutto trovar modo onde i sospetti fossero addivenuti realtà. Dopo non pochi ragionari, fu convenuto di prendersi del tempo per aspettare dalle circostanze qualche novella prova dei delitti del Ducastel, e sorvegliare intanto i passi e la condotta di costui.
Luigia avea confessato di conservar la maschera del cadavere dell’infelice artista di Pisa. Questa confessione ispirò a Maurizio Barkley il disegno dell’inganno che i nostri lettori hanno veduto operarsi dall’Aldinelli al ballo dell’Opéra.
Il risultato di quella scena avea pienamente confermato i sospetti di Luigia e de’ suoi amici. Or più non trattavasi che svelare in modo nobile e dignitoso la verità, e colpire della meritata infamia l’autore di sì nera usurpazione.
Una mattina, due giorni dopo della scena nello stanzino particolare di Very, tutta Parigi accorreva a leggere ne’ caffè e nei gabinetti di lettura un articolo della France Artistique così concepito:
«Nel momento in cui tutta la Francia si rallegra di salutare in uno dei suoi figli un emulo delle più colossali riputazioni artistiche: nel momento che tutta Parigi si contende l’onore di stringer la mano a Ferdinando Ducastel, cui il Giurì ha decretato il premio del Salone di quest’anno, una grave rivelazione ci vien fatta da persona, il cui carattere ci vieta revocarla in dubbio. Ci piange il cuore nel segnar queste righe, ma ci sentiamo nel dovere di parlare, prima che ne parlino i giornali italiani e gettino su noi la riprovazione e lo scherno.
«Si cessi dignitosamente dal profondere ovazioni ed incensi a Ferdinando Ducastel. L’autore del quadro LA PREGHIERA non è Ferdinando Ducastel, ma sibbene un giovine artista italiano, morto l’anno scorso, per nome Ugo Ferraretti. Le prove incontrastabili di questa usurpazione saranno date a’ Tribunali competenti dalle persone che vi hanno interesse».
Mentre con grandissimo stupore e sdegno si leggea questo inatteso articolo della France Artistique, giornale di somma riputazione, si seppe che il Ducastel era gravemente infermo, e che, poche notti addietro, venia trasportato quasi morto al suo domicilio, essendo stato soprappreso da un colpo improvviso in una delle stanze segrete del trattore Very.