— Luigia Aldinelli di Pisa! ella ripetè con voce tremante per commozione; abbracciatemi, e riconoscete in me una sorella, la quale ardentemente desiderava di conoscervi e stringervi al cuore.

— Una sorella! esclamò Luigia stupefatta.

— Sì, una sorella; le vostre virtù e le vostre sventure già mi erano note; ma io ignorava che aveste preso il velo. Io viaggio da circa un anno, e la meta che mi propongo è l’oriente. Son pochi giorni appena che mi trovo a Parigi.

— Il vostro nome, sorella?

— Estrella Encinar, di Cadice, figliuola come voi del Conte di Sierra Blonda, e sposa del marchese Alberto de Rinville, che vado a raggiungere a Strasburgo.

Il volto della novizia si bagnò di lagrime, ed ella si abbandonò fra le braccia della spagnola che amorosamente strinsela al seno.


Sospeso ad una parete della cella di suora Luigia vedeasi il quadro la Preghiera.

Luigia, consacrandosi a Dio, avea seguita l’antica e cara propensione dell’animo suo. Ora ella non vivea che per PREGARE.