— Di che si tratta? Ah! hai finita la tua lettera, Lucia; bravo... sentiamola... A chi scrivi?

— Bravo! Sentiamola!... A chi scrivi?... ripetè Marietta, contraffacendo la voce del cognato; e questo è appunto quello che non vogliamo dirvi... Gli uomini non debbono impacciarsi negli affari delle donne. Vogliam noi forse conoscere quello che dice cotesta cartaccia stampata che avete nelle mani? Le donne colle donne e gli uomini cogli uomini.

Eduardo sorrise, e si alzò gittando sovra una mensola il giornale: egli si era avvicinato al tavolo dov’erano la moglie e la cognata.

— Via, via, Marietta, disse Lucia, per questa volta sola gli daremo il piacere e l’onore di metterlo in terzo nelle nostre faccende.

— Ebbene, signor geloso, ripigliò prestamente Marietta, mettendo la mano sulla lettera per non farvi gittar gli occhi a Eduardo, noi abbiamo scritto... indovinate a chi?

Marietta dette un’occhiata alla sorella.

— A chi avete scritto?

— Ebbene... al mio innamorato, soggiunse in aria solenne la graziosa fanciulla.

— Bravissimo!... sclamò sorridendo Eduardo, al tuo innamorato! E Lucia ti fa da segretario n’è vero?

— Lucia è meglio fatta per queste cose... non è la prima lettera di questo genere ch’ella scrive... Mi ricordo ben io... a S. Maria degli Angeli alle Croci...