Uno sguardo supplichevole di Lucia impose silenzio alla troppo indiscreta verbosità della fanciulla... Il sorriso era sparito dalle labbra di Eduardo, e una nube di tristezza ne aveva coperta la bella fronte... Egli avea compreso che trattavasi di Daniele dei Rimini.

— Abbiamo scritto a Emma Barkley di Gonzalvo, si affrettò a dire Lucia, per dissipare il rabbruscamento della fronte del marito. Leggi la mia lettera, Eduardo.

Questi tolse nelle mani la carta e lesse:

«Parigi, 28 giugno 1829. — Dilettissima e generosa amica — Questa mattina alle 12 siamo arrivati in questa capitale della Francia in ottimo stato di salute, per la mercè di Dio. Noi non ci siamo trattenuti che poche ore a Marsiglia, però che mio marito avea grandissima premura di giungere a Parigi per la compera diffinitiva del quadro di Federico Lennois, siccome forse vi è noto, e che mio marito assicura essere il più stupendo lavoro di pittura dei tempi nostri. Ben sapete se egli s’inganna nei giudizi che dà sulle opere di arte. Del resto, tra poco l’Europa ne giudicherà, dappoichè il quadro avrà il suo posto nella Grande Esposizione che avrà luogo in questa capitale nel corso dell’entrante mese. Non abbiamo avuto un momento di tempo in tutta questa giornata, ed ora il mio primo pensiero è quello d’intrattenermi con voi, e dirvi quanto io sono felice a fianco del migliore degli uomini, e nel mezzo dei miei cari fratelli. O Emma, io credeva che le sorgenti della mia sensibilità fossero state per sempre inaridite dalle mie sventure; ma Iddio mi ha benedetta con tesori di amore! Vi scrivo questa lettera bagnandola colle mie lagrime di gioia, la quale divide con me la mia buona sorella Marietta, che m’incarica di dirvi tante cose, e di abbracciarvi mille volte... Ma, ohimè! quando penso al vostro dolore, dilettissima amica, io mi rimprovero di esser felice, e di parlarvi della mia contentezza, quando voi piangete la morte del Duca vostro padre! Questa notizia fu per noi un colpo di fulmine. Morto apoplettico! Se aveste almeno potuto raccoglierne gli estremi aneliti! Che cosa farà la Duchessa vostra madre? Iddio l’assista, e accordi forza a entrambe per sopportare una tale impensata sventura.

«Per distrarvi un momento dal dolore, vi dirò che questa mattina stessa ho saputo che nella galleria del Piccolo Lussemburgo sono esposti alla vendita, a favore dei poveri, i lavori delle più distinte dame di Parigi: due volte all’anno si fa una simil vendita. Questo nobilissimo pensiero fu della Viscontessa di Ambray. Mi si dice che vi sieno stupendi lavori, tra i quali gli abiti ornati di ricami, opera della Marchesa di Gosse, non meno che altre magnifiche fatture della Signora Ecquerello e di Madamigella O... Domani mi recherò al Piccolo Lussemburgo a fare qualche compera; e voi permetterete che la moglie del Banchiere Eduardo Horms ardisca offrire ad Emma Barkley un piccolo ricordo di Parigi quale attestato di gratitudine pei tanti favori ond’Emma di Gonzalvo confondeva in Napoli la povera Lucia Fritzheim... Oh con quale amore io bacio ogni giorno il prezioso anello che mi metteste al dito la prima volta che onoraste di vostra presenza il nostro povero tugurio! Eduardo mio marito è geloso di quest’anello, ma il poveretto non me lo dice per tema di dispiacermi.»

A questo punto Eduardo interruppe la lettura della lettera, e guardò la moglie con uno di quegli sguardi più loquaci di qualunque frase: un mesto sorriso sfiorava le sue labbra. Egli continuò:

«Quest’anello, voi lo diceste, è il simbolo del legame fortissimo che unisce i nostri cuori. O Emma, dopo mio marito e la mia famiglia, voi siete il mio pensiero, l’amor mio. Quando sarà che io vi riabbracci?

«Mia sorella Marietta e i miei fratelli mi incaricano di dirvi un milione di cose, che voi indovinerete; e vorrebbero abbracciarvi, se voi loro il permetteste, come vi abbraccio io da amica appassionata.

«I saluti più affettuosi all’ottimo vostro marito,

«Addio, Emma, addio. Possa la mia felicità riverberar su voi e dissipar quella tristezza da cui è oppresso il vostro animo! Addio, dolce amica; un altro abbraccio, un altro bacio della vostra.... LUCIA.»