— Parliam di affari, rispose Federico, senza staccar gli occhi dal volto di Lucia.

— Noi ci siamo trovati esattissimi al nostro convegno, mio caro... Ducastel, n’è vero?

— Ducastel, ripetè Federico, guardando questa volta fissamente negli occhi a Eduardo.

— Oggi siamo al 28 Giugno, continuò questi, e noi ci avevamo scambievolmente promesso di vederci in questa città non più tardi della fine di questo mese.

— E ci siamo: io sono a Parigi da oltre 15 giorni: vi aspettava con impazienza; ma non ho neppure per un istante dubitato della vostra lealtà. La parola di un Inglese è proverbiale per l’esattezza; e quella del banchiere Horms è nota per la sua rigorosa puntualità.

— Il quadro? dimandò Eduardo con ansietà.

— È pronto rispose Federico; alla fine dell’entrante mese è vostro.

Gli occhi dello scozzese scintillarono di gioia.

— Vorreste permettere a Mistress Horms e sua sorella di ammirare il vostro capolavoro innanzi che il presentiate all’Esposizione?

— Ben volentieri... Ma il tempo stringe, però che pel primo di luglio prossimo debbo consegnare il quadro alla commissione incaricata di ricevere le opere di arte... Vi aspetto dunque domani all’albergo Mirabeau, alle undici del mattino.