«Ho ricevuto da sir Eduardo Horms, di Glascovia, la somma di cinquantamila franchi, metà del prezzo convenuto del mio quadro rappresentante La Preghiera a lui venduto, quello stesso che verrà tra giorni da me esibito alla Grande Esposizione di questa città. Io mi obbligo di consegnargli il detto quadro non sì tosto cessata la pubblica mostra di Belle Arti. —
Parigi 28 giugno 1829.
Ferdinando Ducastel.»
Eduardo gittò gli occhi sulla scritta di Federico, e stette qualche tempo a considerarvi sopra. Federico si affrettò a dire:
— Non abbiate alcun dubbio per la diversità del nome. Il mio quadro porterà all’Esposizione il nome di Ferdinando Ducastel... Federico Lennois più non è.... L’autore del quadro la preghiera non è Federico Lennois.
Eduardo intascò la ricevuta di Federico, e sembrò al tutto sicuro della lealtà di suo fratello e della validità dell’obbligazione da lui fattagli.
La conversazione si raggirò sovra altri soggetti, ai quali presero parte eziandio Lucia e Marietta.
— Ho letto testè nel Dèbats, disse Eduardo, che S. M. il Re Carlo X è venuto da S. Cloud in questa capitale per vedere nel palazzo del Louvre il dipinto del suo primo pittore, il Barone Gèrard, nel quale questo artista ha rappresentata l’epoca memoranda della incoronazione del Re nella Cattedrale di Reims. Avete veduto questo quadro?
— Sì, rispose freddamente Federico, è un bel lavoro.
— Oh! son così rare in Francia le belle dipinture! esclamò Eduardo. Io sono sicuro che quando Parigi contemplerà l’opera vostra, andrà superba del vostro nome; ma sono anche sicuro che voi non avreste fatta quella magnifica creazione, se non vi foste ispirato al cielo d’Italia: non è vero, Ducastel?