L’artista portò l’indice della destra alle labbra, significando che quel nome avesse a tacersi per sempre; indi s’inchinò alle due donne, e partì, gittando su Lucia uno sguardo onde costei fu scossa e rabbrividì.
— Com’è pallido! disse Marietta... Ho capito ben poco di quanto avete detto fra voi. Maledetta lingua francese che non vuole entrarmi in testa!
Avvicinatasi poscia alla sorella, e mettendole un braccio sul collo, le disse:
— Ci è del Daniele in quell’uomo; or me ne sono accorta, e son sicura di non ingannarmi. Sarà un grande artista, ma non sarebbe un buon marito, n’è vero, illustre sorella?
Lucia era rimasta pensosa, e non rispose che sorridendo sbadatamente alla fanciulla.
Eduardo che avea accompagnato il Lennois fino all’uscio del salotto, ritornò stropiccicandosi le mani, come chi è contentissimo del fatto suo; e venne a sedersi tra i tre suoi cognati per prender parte a’ loro innocenti sollazzi.
VII. LE DUE NAPOLETANE
Il dì vegnente, Federico Lennois stava solo nella sua camera dell’Albergo Mirabeau. Erano le dieci del mattino; ed egli si era alzato da oltre un’ora, e si era messo a fumare una pipa d’ambra, seduto vicino ad una finestra aperta donde si godeva la vista della bella strada della Pace, e in distanza, la strada trasversale di Sant’Agostino, la piazza Vendome, la strada di Tivoli, e parte de’ cancelli del Giardino delle Tuillerie.
Una ricca veste di camera di leggerissima stoffa copriva interamente la sua persona, non lasciando scoperte che le due estremità delle gambe, su cui aderivano perfettamente i calzoni color violetta ritenuti da due corte staffe.
Egli avea due stanze al secondo piano e sul dinanzi dell’albergo, l’una delle quali gli serviva da camera da letto, e l’altra da studio e da salotto di ricevimento. Quest’ultima era fornita di tutto ciò che la moda e l’eleganza comandano che si tenga in una stanza da conversare: poco o nulla traspariva dell’artista; molto del gentiluomo. Ed infatti un artista si sarebbe tenuto contento di alloggiare nella parte interna dell’Albergo, la quale riesce su vasto e bel cortile. Presso ad una delle finestre del suo salotto, Federico si stava dunque seduto quella mattina, e facea vagar lo sguardo nella strada e i buffi di tabacco nel sereno cielo di està.