— Mi guardi il cielo di dubitare delle tue parole, mio caro Ducastel: ho avuto una puova evidentissima del tuo valore nell’arte ne’ due ritratti che hai avuto la cortesia di fare a Isalina ed a me; però non ho bisogno della conferma di chicchessia per credere alla lettera il prezzo che si da ai tuoi lavori.
— Ma perché maggiormente indugiare a farci ammirare il vostro quadro? disse Augusto; potremo discorrere a nostro bell’aggio dopo che avremo contemplato il dipinto.
— Bisogna aver riguardi pel bel sesso, disse Federico; avremo questa mattina due graziose e ragguardevoli forestiere che vengono per vedere il quadro, la galanteria vuol che si aspetti: ma la pena dell’indugio vi sarà ricompensata dal piacere di trovarvi in compagnia di queste dame, alle quali intendo presentarvi.
— Chi sono queste dame? dimandò Augusto in aria di semplice curiosità e senza dare alcuna importanza alle parole dell’artista.
— La moglie e la cognata di sir Eduardo Horms, il compratore del mio quadro.
— Son belle, eh? disse Giustino.
— Son nate in Italia, rispose Federico; hanno negli occhi loro l’incanto di quel cielo.
— Italiane! E di qual paese d’Italia?
— Di Napoli.
— Di Napoli? Ah... ah... ah... la terra del Vesuvio, dei lazzaroni e dei virtuosi... E anche delle belle donne, non è vero, mio caro artista?