— Ce n’est pas un homme, c’est un mari, rispose col suo solito sorrisuccio di scherno il Victor.
— Riflettete, signor Giustino, che tra pochi mesi anche voi sarete marito disse Federico.
— E che però? Fin qua, nol sono ancora; e quando il sarò, non rappresenterò certamente l’Otello, come fanno questi arrabbiati Britanni. Ma dimmi, Ducastel, è molto geloso cotesto isolano di Horms?
— Tal lo credo estremamente, e così lo dicono tutti.
— Allora io m’impegno di farlo disperare. Che ne dici, Augusto?
— Ben pensato; ed io mi attengo alla sorella minore; alla cognata del selvaggio. Va bene?
— Bravo! Ora le due napolitane son nostre, intendo dire, nostre per mezz’ora.
— Ed io vi prendo in parola, signori, disse Federico, e darò solenne baia a quello dei due che farà fiasco.
I parlari seguitarono in su questo tenore per altro quarto d’ora all’incirca, e Federico non cessò un momento di stimolare i due giovani ad attener la loro parola, rialzando con ogni sottile artifizio il valore dell’impresa.
Le undici erano passate da pochi minuti, quando un domestico dell’Albergo annunziò la visita della famiglia Horms.