Alcuna spiegazione è necessaria di quanto era avvenuto nella camera di Federico, nel tempo che quelle cinque persone erano ivi per ammirare il sublime dipinto, il quale doveva avere il suo posto alla Grande Esposizione del Louvre.

Mentre l’appassionato giovine scozzese figgeva, rapito in cielo, gli avidi sguardi sulla tela del Lennois, questi iva ravvolgendo per l’animo i più sinistri pensieri.

Lucia, per non mancare a’ precetti della più semplice creanza, sorrideva alle ampollose ciance di Giustino, e parea compiacersene, o almeno fingea che le gradissero. Questo attentamente osservava il Lennois, e, colpendo il momento in cui Lucia bisbigliava alcune parole quasi nell’orecchio dell’uffiziale di marina (ella facea notargli come la Marietta erasi fatta rossa e sembrava sconcertata oltremodo per non capire quello che le spiattellava il galante), il Lennois avea chiamata l’attenzione di Eduardo su la moglie e su Giustino e a fior di labbra gli avea detto:

— È mestieri che vi guardate da quello scostumato giovinotto, il quale è un fatuo insolente capace d’infangare ogni onesta riputazione di donna.

A queste parole lo Scozzese lanciò sull’uffiziale di marina un’occhiata di sdegno, e dal cuor suo sprizzò una scintilla di quegli odii che non perdonano mai. La significazione di quello sguardo non iscappò a Federico: onde, per non far morire e spegnersi quella favilla di odio, lasciò cadere sul cuor di Eduardo piuttosto che nelle orecchie di lui queste altre parole, che vi sgocciolarono come stille di vetro arroventato:

— Badate, Sir Eduardo; colui è capace di riempir tutta Parigi colla voce d’una immaginaria conquista; e non sarebbe improbabile che andasse quest’oggi spacciando e trombando su i boulevards, nelle botteghe da caffè e nelle sale de’ bettolieri e bozzolari alla moda, che egli è l’avventurato amante della vaga napolitana dell’Albergo des Princes. Io sono tanto più persuaso di questo che dico, quanto più veggo vostra moglie in confidenza con quel pessimo garzone.

A grandissima pena Eduardo si tenne dal prorompere in un violento scoppio di collera: il suo animo schietto e ardente, non assuefatto a dissimulare i propri sentimenti, era vicino ad infiammar que’ nervi e quei muscoli, facendo divampare un incendio, che avrebbe avuto funesti e terribili effetti. Ma Federico antivide questo scoppio inopportuno che avrebbe ruinato tutto il suo disegno, e si diè fretta a dileguarlo.

— Or gli parlerò come va fatta, ei disse al sospettoso marito: or gli dirò qualche cosa di pesante a cotesto zerbinaccio di Victor, e vedremo se, dopo le mie ammonizioni, perdura tuttavia a fare lo sdolcinato con la signora.

Detto ciò, si scostò per poco dal fianco dello Scozzese; trasse alla volta di Giustino, il tirò un tantino in disparte e gli mormorò nell’orecchio:

— Il marito è sulle furie; badate a voi; ma non abbandonate l’impresa, che è onorevole e degna. Pensate a non far fiasco.