Congedandosi dall’artista, Eduardo sperava di sbarazzarsi finalmente da que’ due insolenti; ma qual fu la sua sorpresa e il suo dolore nel veder Lucia accettare, con amabile sorriso, il braccio del Francese, per andar via! Egli era stato in procinto di colpire la guancia del giovine uffiziale; ma ormai la sua collera era volta contro la moglie, la quale sembrava sì compiaciuta dei modi e del linguaggio del Parigino.

Pur si contenne; divorò in silenzio il proprio dolore, e maledisse tra sè quella falsa e sciocca civiltà francese che impone tanti inutili e vergognosi sacrificii.

Arrivati nel gran cortile dell’Albergo, un’altra spina era riserbata al cuore del povero Eduardo. Egli volea far salire la moglie e la cognata nel cocchio che li avea attesi; ma Lucia gli significò il desiderio di andare a piedi insino al Piccolo Lussemburgo, dov’ella dovea fare alcune compere tra gli oggetti lavorati dalle dame di Parigi, ed esposti in vendita in benefizio dei poveri.

Indarno Eduardo fece osservare a sua moglie che la distanza era molta, ed eccessivi il caldo e la polvere a quell’ora. I due galanti non abbandonarono le braccia delle due donne, e, poi ch’ebbero risposto alquante parole di opposizione al parere dello Scozzese, strascinarono quasi le dame, ridendo in corpo della vessazione che pativa il marito.

Eduardo seguitò le due coppie quasi a rimorchio: egli era pallido come un morto: la gelosia, tormento delle anime sensitive, lo gittava per la prima volta in un’angoscia che gl’inceppava il respiro. Ei camminava a sghembo, dava la vista di essere un ebbro morto: qualche cosa gli frullava negli orecchi si che più nulla udiva: e il rumor di Parigi, a mezzodì, nell’ora della maggiore operosità, il colpiva tardo e smorto, come un frastuono lontano e poco sensibile. Giù per la vista gli scendeva una frastagliata di oggetti e di colori che l’annebbiavano per forma ch’ei non discerneva neanche più sua moglie e il costei cavaliere.

Lucia si era avveduta del contraggenio onde pareva esser preso il marito; ma non seppe esser forte abbastanza da attirarsi la taccia di goffa o di malcreata per non dar dispiacere al consorte.

Gli è una giusta e curiosa osservazione a fare, che le donne le quali sono generalmente capaci de’ più inauditi sacrificii per gli oggetti del loro amore, sono in pari tempo così fiacche contro gli assalti della vanità. Dite a una madre che si butti nel fuoco per salvare il figliuolo, non tituberà un momento a buttarsi: ma se le dite di turarsi gli orecchi al serpe che la innalza con le lodi al cielo, ella li aprirà maggiormente, ancorchè un’esistenza a lei cara dovesse pericolare in quelle allettatrici lusinghe.

Fu una ben trista ora per Eduardo Horms quella che passò con quei forzosi compagni. Arrivati al Piccolo Lussemburgo, egli era come un uomo stordito da un poderoso colpo di mazza sul capo: più non capiva ciò che si mormorava attorno a lui. Lucia lo interrogò su la scelta degli oggetti che doveva comprare, e non ottenne che risposte vaghe e senza sentimento. Quando si trattò del donativo, che Lucia intendeva di fare ad Emma Barkley, indarno si chiese il piacere e il gusto del marito, il quale era alienato dai suoi pensieri di gelosia. Si differì ad altro giorno la compera del dono ad Emma.

Giunti all’Albergo des Princes, Giustino Victor, nel tor commiato da Lucia, accostò la destra di lei alle sue labbra e vi pose un bacio.

Eduardo era stanco di sofferenze.