— Basta ormai, disse scuotendo con furore il braccio dell’uffiziale, sono stanco e stomacato delle vostre effeminatezze che non mi vanno per nulla a sangue. Ritiratevi in buon’ora signor profumatuzzo uffizialetto dall’acqua di colonia, e guardatevi di parlar di mia moglie in qualsivoglia luogo, se vi è cara la vita. Per ora vi proibisco di venire a visitarci per qualunque pretesto.

Uno scoppio di risa sgangherate tenne dietro a queste violenti parole di Eduardo. Giustino e Augusto si tenevano i fianchi per le risa, e seguitarono cogli occhi, insino alla prima branca delle scale Eduardo, il quale afferrato il braccio della moglie e della cognata, le menava seco quasi a corsa battuta su pe’ gradini, senza volger loro nè lo sguardo nè la parola.

— Voi siete un fanciullo, disse con certo dispetto Lucia arrivata nella sua camera; e, gittato lo sciallo sul letto, lasciò solo il marito.

Eduardo si abbandonò sovra una sedia mormorando tra sè:

— È questa la vantata città dell’incivilimento! la Capitale modello d’ogni squisitezza di modi e di favella! Questa la Parigi che detta leggi di buon vivere e di perfetta educazione! Impostura! Impostura! La più meschina e povera città d’Italia ne sa più, in fatto di civiltà, che questa vanitosa ciarliera che vi abbraccia, vi abbaglia e vi strangola. Qui tutto è simulato, tutto finzione; l’intonaco e il belletto coprono i volti come gli animi: indarno ti sforzi di trovare qui l’uomo; non vi trovi che il parigino: tutto qui ha una veste accattata, un colore non proprio: l’aria stessa non è naturale! Oh suolo della mia Glascovia, ed oh terra d’Italia! Estreme e opposte contrade di Europa, voi vi rassomigliate nella purezza de’ vostri costumi! In Inghilterra e in Italia la moglie appartiene al marito; ma in Francia!!! Qui hanno inventata una parola che si chiama IL RIDICOLO!... Ogni cosa è qui sottoposta al governo di questo terribile despota, il quale si compiace a fulminare il suo anatema sulle cose più sante e rispettabili... Oggi io ho sofferto tanto, e son sembrato ridicolo agli occhi di quei due giovinastri! Oh! sento che non rimarrò lungo tempo a Parigi. Non sì tosto finito il tempo dell’Esposizione, e messomi in possesso del quadro del Lennois, abbandonerò questa terra, per non più riporvi il piede. La virtuosa indole di mia moglie non sarebbe certamente bastante a salvarla: fa d’uopo allontanarsi e subito. Lucia mi ha chiamato fanciullo! Ma dunque ella non sa quanto ho sofferto questa mattina! Oh! io amo questa donna con tal passione di cui io stesso non mi sarei sentito capace... Se questa donna un giorno mi tradisse, io l’ucciderei...

«Ma Lucia mi ama; sì, ella mi ama, ne son sicuro, e bisogna ormai cacciar dall’animo ogni ombra di sospetto offensivo alla virtù di lei. Eppure, che cosa hannosi detto tra loro per oltre un’ora? Perchè spesso ridevano tra loro? Mi è parso che ella si appoggiasse con un certo abbandono sul braccio di lui... Ma che! Son io demente da foggiarmi simiglianti fantasmi! Lucia, la virtù più pura, il cuore più candido, ingannar me! Ancorchè il vedessi cogli stessi occhi miei, nol dovrei credere. Via, ripigliamo il nostro buon temperamento e scacciamo questi pensieri nemici della mia pace.

Marietta entrò nella camera di lui. La fanciulla non era ilare e spensierata secondo il consueto.

— Signor cognato, ella disse con istizza, accostandosi alla finestra, e mettendosi quasi di spalle a lui, la bella cosa che avete fatta! Lucia è là che piange...

— Piange! E perchè?

— Perchè questa mattina siete stato di un umore insopportabile; avete detto un sacco di villanie a quei due compitissimi giovani che noi proteggevamo, e che in fin dei conti non vi aveano certamente guardato alla storta.