Ma questo nome, non sappiam perchè, ruppe in un istante l’ilarità del desinare, come quando si nomina in un cerchio d’amici una persona di sinistro augurio.
La sera si andò a passeggiare in carrozza: tutta la famiglia fu della partita. Un bel chiaro di luna illuminava Parigi.
Dappresso al teatro delle Variétés, un bel carrozzino tratto da superbo cavallo sauro fermò il cammino al cocchio della famiglia Horms.
— Ducastel! sclamò Eduardo, salutando la persona che era nel carrozzino.
— Ducastel! ripeterono le donne e i fanciulli, levandosi per vederlo.
Ferdinando Ducastel era intanto smontato dal suo carrozzino e si era avvicinato allo spaccio de’ biglietti.
Ritornati all’Albergo, e smontati dalla carrozza, Eduardo e la famiglia di sua moglie si accingevano a salir le scale, quando il guardaportone consegnò nelle mani dello Scozzese due biglietti di visita. Eduardo vi gittò gli occhi e impallidì di rabbia.
Quelle due cartelline portavano i nomi di Giustino Victor e Augusto d’Orbeil.
IX. IL 7 LUGLIO
Parecchi giorni sono scorsi. Federico Lennois avea presentato il suo quadro alla Commissione incaricata di raccogliere e distribuire le opere di arte nelle sale dell’Esposizione, la quale aprivasi al 15 luglio nelle Gallerie del Louvre.