Avea posto il piede sulla prima branca della scalinata, quando una donna che avea pianto assai, corse all’incontro di lui, lo abbracciò piangendo ancora, e teneramente gli disse:
— Star fuori di casa una giornata intiera e senza prevenirmelo! Che è stato? Oh come sei pallido! Eduardo, Eduardo mio, che fu?
Quella donna era Lucia.
Una benda fatale cadde dagli occhi dello sventurato marito.
Parte Seconda
I. LA CASA DI SATANA
Lasciamo per alcun tempo la città del rumore, del lustro, delle ciarle, e trasportiamoci sotto un cielo assai più bello e più puro, in Italia, dove ci chiama una trista istoria, la cui conoscenza è indispensabile per lo rischiaramento de’ fatti che andremo narrando.
Passato il ponte di marmo, uno de’ tre ponti che congiungono la città di Pisa attraverso il canale del fiume Arno, e, lasciatesi addietro parecchie strade popolate da merciai alla minuta, incontrasi una seguenza di altre strade, le quali si mostrano men popolate secondo che si succedono, insino a che si giugne in quella parte della città, dove l’erba cresce dappertutto tra le commessure d’un bel pavimento, fatto per lo più di piccole lastre di marmo. Pisa può ben dirsi la città marmorea: i monumenti, i palagi, il suolo, le chiese, le tombe, tutto è di marmo. Gli stranieri sogliono dire che anche gli uomini di questa città sono di marmo, forse perchè così, per essi, vi trovarono le donne.