Giacomo era uno di quegli uomini che in tutto il corso del giorno si affaticano, sudano, si ammazzano per le loro faccende; ma, quando sonosi posti al lavoro dei denti, non vogliono essere sturbati neanche dal ronzio d’una mosca. Or si consideri con che buona voglia potea vedersi innanzi quello stordito col cappello in mano, come chi dimanda l’elemosina.

— E così? chiedeva il rivendugliolo di malissimo umore.

— Avrei questo quadretto, si affrettò a dire il giovinetto, il cui viso era divenuto una fiamma di vergogna.

— Capiti in brutto momento, giovinotto mio, disse quell’ebreo, per isgomentare le speranze di lucro del venditore; questi maledetti tempi che corrono fan chiuder bottega; non si compra neanche per un centesimo; le arti vanno giù in modo da far piangere le pietre... Miseria... e poi miseria!... Ho venduto l’altro giorno un Pietro di Cortona per un pugno di fave, come suol dirsi... Ma che volete? Non si posson tener le tele ad impolverarsi nei fondachi; bisogna cacciarle; altrimenti le s’intarlano come panni... Insomma, vediamo la vostra merce, bel fanciullo.

Ugo pose il quadretto nelle mani di lui, e fu come se si avesse strappato dai visceri del petto il proprio cuore.

Nel torre tra le sue mani il quadretto per esaminarlo, Giacomo avea messo un caldo sospirone impregnato di non so quanti profumi di cucina. Ad Ugo le guance si erano intanto colorate per poco: ma tosto subentrò un lividore di morte, quando il miserello vide la faccia di Giacomo contorcersi in tante smorfie, che era proprio una grazia da bertuccia.

— Lo sapea ben io che trattavasi di qualche madonnetta... Se almeno fosse l’Addolorata di Guido Reni!! E che cosa ho da farne io di cotesta vostra meschinità? Roba da sacrestia... Ora si domandano quadri a soggetti, quadri per salotti... Mi duole che per questa io non posso servirti; è cosa che non fa per me... Potete vedere da altri negozianti.

Il giovinetto non parlò molto, non pregò, non pianse, ma si passò la mano sulla fronte, e zitto zitto spelossi per la rabbia e per dolore un trucioletto di capelli: si cacciò indi il quadretto sotto l’ascella, e si partia, quando Giacomo il richiamò pregandolo di farglielo meglio osservare.

— Orsù, la mi lasci pure questo quadretto, disse il francese rivendugliolo, gittandolo sopra un cassettone senza più riguardarlo; il terrò per non perdere la sua buona grazia... perchè mi dorrebbe assaissimo che fosse qui venuta inutilmente con questa stretta di pioggia... Eccole dieci soldi.