Di folta polve è ricoperto, e piove Giù per le guancia ampio sudor nel seno, E dal petto anelando il fiato move Che per molta fatica omai vien meno. Ver lui, che di guerrier fa nobil prove Oronte volge frettoloso il freno, E sollecito i fianchi al destrier punge: Ed, o Giassarte, egli gridò da lunge,
LVII
Onde il terror, che da vittoria certa Si casca in fuga? E quegli a lui vicino: Rodi era omai d'ogni suo stato incerta, Quando ecco apparve il cavalier latino; Non so, se di mortal titolo merta: Rassembra a me guerreggiator divino; Ei di gran sangue ha tutto sparso il piano; E noi le turbe incoraggiamo in vano.
LVIII
Arsace incontra lui cadde primiero, Aperto il fianco di crudel ferita. Cadde a terra trafitto Ebreno il fiero E sanguinando il suol sparse la vita. L'esercito a fuggir prende il sentiero Senza duci: ogni squadra era smarrita. Por loro animo in cor non è speranza: Omai fuor che morir nulla n'avanza.
LIX
Oronte udendo, giù da gli occhi un fonte Di caldo pianto distillava, e poscia Con la sinistra man batte la fronte, E d'acerbo dolor batte la coscia. Dunque a l'orecchia d'Ottoman fien conte Per me novelle di cotanta angoscia? Ch'ogni più gran guerrier di vita è tolto? E che 'l campo disperso in fuga è volto?
LX
Non darà del gran duol l'aspra novella Per certo Oronte; infra miserie tante Amo più tosto uscir morto di sella, Se gli altri vendicar non son bastante: Ma l'avverso campion come s'appella? Onde è repente apparso? ha di diamante Il fianco? il braccio ha di temprato acciaro, Che contra il suo ferir non sia riparo?