Gli risponde AMEDEO: per l'Occidente Erano a pena i vostri affanni intesi; Quando la tomba del gran Dio vivente Peregrinando a visitare io presi. Sciolsi, e per entro il mar l'onda fremente Mi fu seconda, e gli aquilon cortesi, Fin che nei campi dell'Egeo pervenni; Quivi d'alte procelle ira sostenni.

XXXVIII

Tre giorni in mezzo a le tempeste oscure Corsi là dove il turbine mi mena. A Sciro ruppi finalmente; e pure Giunsi notando in su l'asciutta arena: Quivi tra scogli e tra foreste oscure Trassi più giorni solitario in pena. Mossi indi al fin: ma ch'a trovarvi io vegna Dal ciel disceso messaggier m'insegna.

XXXIX

Tacque; ed incontra le sue nobil voci Folco dicea: dunque da noi lontano Vada ogni tema; i turbini veloci La sommergano in fondo a l'oceàno. Tu struggerai gli eserciti feroci Invitto, altier; fia di tua nobil mano Ottoman servo: or ne i silenzj ombrosi De l'alma notte il tuo valor riposi.

XL

Sì disse; e'n questa appar Lancastro inglese, Al cui valor la rodïana porta Commessa fu per le guerriere imprese; Ed egli ad un guerrier faceva scorta. Il guerrier su le giubbe al piè distese Lega con cinto d'or spada ritorta, E volge intorno al crin candida tela, Ed il sovran de le due labbra impela.

XLI

Ne l'aspetto di lui splende beltate, Ed era il viver suo lunge non molto Da' dieci lustri; e pur la lunga etate Con poche rughe gli solcava il volto. Ora a i Baron, che ne le sedi aurate Riposavano a mensa, ei fu rivolto; E chino ambe le man sul sen si pose; E 'n questi detti i suoi pensieri espose:

XLII