III
E queste doti eccelse e questi vanti, Di che pregiolla il cielo, incoronava Con una fè non mai veduta avanti, Onde gioconda il suo consorte amava: Ella da' cenni suoi, da' suoi sembianti Pendeva, i detti suoi soli ascoltava: Per tal modo in costei vedeansi insieme Somma virtù, nè men bellezze estreme.
IV
Or mentre il suo fratel söavemente Per sì fatta cagion mena la vita; Ecco caso avvenire, onde repente Sommerse tutti noi pena infinita: Un giorno in Prusia la più nobil gente Ottoman lieto a festeggiare invita, Bramoso d'onorar duci fenici Ch'indi facean cammin sì come amici.
V
Fessi di donne memorabil danza: Altra ammirossi per serene ciglia, Chi d'abito gentil, chi di sembianza, E chi di leggiadrìa diè meraviglia. Ma come ogni chiarezza in cielo avanza Febo, quando il precorre alba vermiglia; Per cotal guisa ogni beltà famosa Ivi del mio german vinse la sposa.
VI
Allo splender di quella luce altiera Ratto si volse ognun, come ella apparse; Ma guardolla Ottoman per tal maniera Che da prima lodolla, e poscia n'arse: Si danzò, si gioì, giunse la sera, E con doglia d'ognuno il sol disparse: Stassi Ottomano alquanto, e poscia invìa Bagon suo messo a la cognata mia.
VII
Perle, cui già nudrì l'onda eritrea, E forza d'or, che l'universo apprezza, Recolle in dono. Indi così dicea, Per adescar la feminil vaghezza: Recarti ei stesso questi don volea Ottoman per ornar la tua bellezza, Onde l'imperio suo si rende adorno: Ma poi volle serbarsi ad altro giorno.