Indi sen esce, e sul gran pian comparte L'ordin de la battaglia; al manco lato Pon Turacano, al destro il fier Giassarte; Bostange al mezzo, e 'l fiero Alcasto ha dato, I cavalieri a l'una e l'altra parte; Così comanda, e ne l'acciar gemmato Sul gemmato destrier lunge risplende, E gli stuoli schierati a guardar prende.
XLVIII
Volgesi or quindi, or quinci, e d'ogni tromba Onor gli fan le Saracine genti, Sì che la terra intorno, e 'l ciel rimbomba, E rimbombano in mar l'onde frementi; Ed ei sen va, qual di selvosa tomba Esce antico leon, ch'or vibra i denti, Or spiega l'unghie, se ruggito ei traggie Tremano i monti, e le cinisie piaggie.
XLIX
Ed ei dicea: fedeli, il cui valore Ha tanti in Asia empi tiranni oppressi, Che dansi a vostra man pregi d'onore Per alcun tempo a nessun mai concessi, A nove glorie rivolgete il core, Eccovi innanzi i Rodiani istessi Che più volte da voi sconfitti furo Pur su questa campagna e su quel muro.
L
Nè d'AMEDEO cura vi prenda, io solo A quella destra foltamente ardita Darò gastigo, o fuggirassi a volo, O perderà la temeraria vita; Vuò, che 'l veggiate palpitar sul suolo Sotto il dolor de la mortai ferita, E vi sia gioco sorridendo il vanto, Che dentro Rodi il fa prezzar cotanto.
LI
A sì feroci detti il varco apriva Giocondo in volto, e d'ogni intorno egli erra; E dovunque sul campo egli sen giva, Nessun le labbra a le sue glorie serra: Viva Ottoman, nuovo Alessandro, viva La spada sua, ch'ha da domar la terra, Monarca altier, soggiogator de' Regi, Che 'l sommo Dio sovra ciascuno il pregi.