In primo luogo trova esser contrario ad ogni principio dell'arte militare il rappresentar Folco, comandante della piazza stretta d'assedio, che ne esce fuora a ordinare le schiere per la battaglia campale. Ed è verissimo, comunemente parlando, che il comandante supremo d'una piazza non esce in persona; ma chi ne assicura che tal regola non possa avere le sue eccezioni? E parmi che qualche esempio se ne legga nella guerra del 1813.
Rimprovera in secondo luogo al Poeta, che faccia restare la città di Rodi quasi priva di difensori; ed anche in questo trova giustamente un errore d'arte militare; ma nella stampa non si vede quest'abbaglio così manifesto, come forse appariva nel testo a penna.
Finalmente; non sa darsi pace il censore veggendo due o tre mila cristiani presentar battaglia a 74 mila ottomani. Ma i poeti fanno di questi prodigj, e de' maggiori: e poi, non è nuovo che pochi drappelli d'europei abbiano l'audacia di venire a cimento con eserciti d'orientali. La storia della Grecia antica può servire d'esempio. Ed anche si vuol notare che i cristiani erano stretti dalla necessità ad accettar la pugna; e che la vicinanza della città di Rodi gli assicurava in qualche modo, coprendo un lato del loro piccolo esercito; e offerendo un luogo di ritirata in caso di sventura.
CANTO XIII.
ARGOMENTO.
Ancide l'invincibile AMEDEO Turacan, e le schiere a lui soggette; Da Belïàl consolasi Asmodeo, E van cercando alle a fuggir costrette Turbe uno scampo; denso turbo e reo Di polve contro alle Cristiane elette Genti spingean; ma Dio dall'alto mira, Ed il turbo infernal già più non spira.
I
Nel fier tumulto Turacan s'accorse Al gran cimier, che d'ogni intorno alluma Ove AMEDEO travaglia in armi; e sorse Tale ira in lui, che da le labbra ei spuma; E troppo osando colà giù sen corse Con quel desio, ch'altrui le piante impiuma, E fra gran gemme egli apparia nel campo Quale in nubilo ciel fulgido lampo.
II
La pompa e l'ira onde a pugnar si mosse Ratto al grande AMEDEO fisse in pensiero, Che pur de i Turchi il gran tiranno ei fosse: E contra andogli oltra ogni creder fiero. Turacano da lunge aspro 'l percosse, Che molto al corso rimanea sentiero Quando fece volar terribil ferro, Onde in punta s'armava asta di cerro.