E così le dicea: Regia donzella, Che d'ogni sommo Re vinci la gloria, Se quì tu vieni a sanguinar quadrella, Oh quale al mondo lascerai memoria! Già su la gente di Macon rubella Ottien quasi Ottoman piena vittoria, Mostrando suo valor sotto le mura, Ma lungo il mare i Turchi hanno sventura.

XVII

Quivi un solo guerrier può tanto avanti, Che nostri stuoli ha dissipati e sparsi; Se tu domi costui, sovra i tuoi vanti Non ha certo Ottoman di che vantarsi. Rasserena i magnanimi sembianti Di novello splendor l'alta Anacarsi, E fa le ciglia di più rai gioconde Quasi a lieta novella, indi risponde:

XVIII

Perchè l'amore, ed il valor sia chiaro, De' quali armata a ritrovar vi vegno, Da tua bocca sentir non ho discaro De la gente diletta il rischio indegno. Quì pose fine al dir, poi ch'Aldemaro A lei venisse con la man fe' segno; Uom già canuto, tra' guerrieri uffici Esperto, e primo infra i reali amici.

XIX

A lui dicea: fa ch'a marciar si metta La gente d'armi, ed a me venga appresso; Io me ne vo colà dove m'affretta Questo buon messaggier del campo oppresso. Ciò detto s'arma di faretra eletta Fra cento d'oro; ed era l'oro impresso Di scintillanti stelle in ciel notturno; Carca poscia la man de l'arco eburno.

XX

Cingesi spada, ed ivi appar scolpito Cinghial, che i curvi denti empie di spume; Ma su l'elmo d'acciar, d'oro guernito, Scotesi verso il ciel bosco di piume; Ella in gonna succinta, al piè spedito Noia non fa; Termodonteo costume, Gonna, ove abbaglia altrui porpora coa, E gemme nate di rugiada Eoa.

XXI