La vergine real, come orgogliosa, E da ciascuno ad ammirarsi avvezza, Quando meno il pensò, quasi vil cosa, Sentendo disprezzar la sua bellezza, Vassene fuor di se; pensa sdegnosa Vendicarsi di lui, che la disprezza, Pensa preghiera rinnovare ardente, Ma d'ogni suo pensiero indi si pente.
XLII
Così confusa nè può far parola, Nè sa tacere, onde s'arrabbia e strugge; Alfine a gli occhi d'AMEDEO s'invola, E di lui vergognando ella sen fugge; Cerca piaggie romite, e quando è sola Versa dolor, come leon che rugge, E dal colmo veggendosi caduta De l'alte glorie sue, vita rifiuta.
XLIII
Dunque, dicea, fra' Rodïan fian conte Tante mie colpe? ed avverrà ch'uom dica Le mie preghiere? e le ripulse e l'onte? E mi predicheran come impudica? Colui non pur solleverà la fronte Per l'atterrata gente a lui nemica, Ch'a se medesmo crescerà gli onori Per miei derisi, e vilipesi amori?
XLIV
Pera quel giorno, ch'a venir quì presi; E se pure a tal fin la reggia altiera Trasportarmi dovea, quando v'ascesi Per altrui don, pera quel giorno, pera; Così porto terror? questi paesi Domo così? così pugno guerriera? Oh bel trofeo, che vana, e che lasciva Oggi m'innalzo in su la patria riva!
XLV
Deh che pregai? deh che rivolsi in mente? Che mi cosparse di veneno il petto? Forse fu lui, che da la volgar gente Fra tante meraviglie Amor vien detto? S'è così fatto Amor veracemente, Ei fu di tigre, e di leon concetto, E da perversi mostri ebbe governo, E bevè per suo latte onda d'inferno.