O luce, o sol, che per le vie supreme Corri tra' rai, d'ogni occhio almo desio; O scettri, onde gioir tanta ebbi speme, O reggia, o Colco, ecco io vi dico addio; Queste, ch'io fo son le parole estreme, Ch'omai fia ne gli abissi il parlar mio. Sì disse, e traboccossi; il mare aperse Con un grave rimbombo, e si sommerse.

LII

Erano intanto a guerreggiar feroci Fatti al grande AMEDEO poco lontano Gli esserciti di Colco, e più veloci Sempre Aldemaro gli scorgea sul piano, E Tesifone ria con nobil voci Pur si manifestava in volto umano, E lor fierezza a mantener più viva Su la morta Reina ella mentiva.

LIII

Così dicea: deh rinforzate i passi, Guerrier di Colco, in duro tempo apparsi Rodi a domar, chè sbigottiti e lassi I Turchi per lo campo omai son sparsi: È ver ch'a fronte, e coraggiosa stassi Contra il fiero AMEDEO l'alta Anacarsi, È certo ver, ma non è buon consiglio Lasciar sua vita in sì mortal periglio.

LIV

Così dicendo stimolava i petti; E non men per la via forte Aldemaro Al parlar del demon giunge suoi detti: Popol di Colco in guerreggiar ben chiaro, Sarà mestier, che voce d'uom v'affretti In questo tempo a maneggiar l'acciaro? In questo tempo, ove crudel battaglia De l'inclita Reina il cor travaglia?

LV

A queste note i cavalieri armati Movean per la campagna i piè leggieri, Qual per i colli, o per gli aperti prati Su rapide orme se ne van levreri, Quando con strida, o dando il corno a i fiati, Gli spinge per salvatici sentieri L'ingordo cacciator, ch'avvampa d'ira Per lieve cerva che fuggir si mira,

LVI