L'argomento postovi dal Chiabrera dice così: «Nel XIV viene a soccorso d'Ottomano Anacarsi reina di Colco; ed essa rifiutata in amore da AMEDEO, si annega.»

Nulla si ha nel MS. del cavaliere d'Urfè, che si possa riferire a questo canto XIV.

CANTO XV.

ARGOMENTO.

Ovunque il suo valore lo trasporta Segue AMEDEO la fuggitiva gente, E in campo e in mar strage infinita apporta. A lui che nuota in sul destrier, repente Megera turba il mar, ma lo conforta, E 'l tragge al lido, dal celeste oriente Sceso MAURIZIO il Santo, della chiara Sua stirpe ei poi l'eccelse glorie impara.

I

Giungono alfin del mar sonante in riva, E pur fuggendo gli inimici sdegni Verso l'armata a nuoto altri sen giva Gittando l'armi con vili atti indegni; Ed allor da le navi ecco appariva Pronto soccorso di più lievi legni Dal Demon mossi, e verso loro ardente Caccia AMEDEO la sbigottita gente.

II

Egli a Tomandro d'Ismael figliuolo Sì percote la fronte a sommo il naso, Ch'ambe due le pupille in fiero duolo Furo condotte in repentino occaso, E quel meschin sul sanguinoso suolo Con la misera vita orbo rimaso Forte gridava, e per gli estremi uffici Chiamava a nome i combattuti amici.

III