XVIII

Ora in un punto sol vo' che si cinga La città d'armi, e 'n guisa tal s'assaglia, Ch'Alfange, Alcasto, e Turacan sospinga Le turbe tripartite alla battaglia. Se gli sforzi primier fia che rispinga L'impeto Rodïan da la muraglia, Allor Giassarte, e tu feroce Alete, Meco gli assalti a rinfrescar sarete.

XIX

Ma con Arsace il coraggioso Ebreno Torranno a guardia ogni spedito calle, Onde tra ferri e fra tumulti appieno Secure avran gli assalitor le spalle. E già Febo salendo al ciel sereno Ogni monte illustrava, ed ogni valle, E dentro l'arme i Rodïan ben desti Con sommo ardire a guerreggiar son presti.

XX

Di nove torri a meraviglia altiere Afforzasi di Rodi il muro antico; Tre col valor de l'assegnate schiere Incontra Alcasto ne difende Enrico; E sovra tre Fernando alza bandiere, Che l'intrepido Alfange avrà nemico; Su l'altre a Turacan, pregio Latino, Farà contrasto il giovinetto Orsino.

XXI

De' Cavalier su gli onorati petti Veggonsi sfavillar candide Croci, E vibrare armi in minacciosi aspetti Sotto l'insegne i Rodïan feroci. Folco nei luoghi a la difesa eletti Raggira, provvedendo, i piè veloci: Comanda, prega, ed ecco andare in alto L'orribil suon de l'aspettato assalto.

XXII

Forte eccitando van trombe canore L'alme già pronte a la crudel contesa; Ed alza strido d'infinito orrore La turba al canto di rei bronzi accesa. Quale in folta foresta acceso ardore; Qual nei campi del ciel nube scoscesa Da grave tuon; qual per brumal stagione Lungo mugghio di mar sotto aquilone: