XI

Quando su la prima alba al duro assalto Sorser le destre de la gente armata, Stimolata d'Amor sorse ne l'alto, Del sacrato Matteo l'alma bëata; Per l'auree strade de l'eterno smalto Giunse, dove immortal sede stellata Marìa raccoglie, e colà dove ogn'ora Da la milizia del gran Ciel s'adora.

XII

A Lei, che d'alma caritate ardenti Gli occhi volgea, con umiltà si piega, E con dolcezza di dimessi accenti Divinamente il suo desir le spiega: Madre di Dio, s'a l'affannate genti Già mai conforto tua pietà non nega, Non oblïar la grazïosa usanza; Ed or porgi la destra a mia speranza:

XIII

La giù di Rodi a la fedel difesa Armi veste de' Doria un gran guerriero, Che ne l'orror de la sanguigna impresa I sommi rischi incontrerà primiero. Questi ha ben di pietà l'anima accesa Verso ogni nume del celeste impero; Ma più con mente immaculata e pura A me si volge, e gli onor miei procura.

XIV

Ne la città, che di Liguria i mari Corregge, alza di marmi altiera mole; Ed ivi intorno a' sacrosanti altari Appender voto, ed invocarmi ei suole: O che sorga la notte, o che rischiari L'umide nebbie, ritornando il sole, Che mi si cantino inni, ha per costume, E ch'ivi eterno mi si nudra il lume.

XV

Unica de' mortali egri, dogliosi Speme, che 'l mondo di clemenza adorni, Ferma sovra esso lui gli occhi pietosi, E fa da l'arme altrui schermo a' suoi giorni. Sì quel Santo diceva. Altri amorosi Spirti raccolti ne i divin soggiorni Segno facean de la lor voglia interna; Cui diè risposta la Reina eterna: