— Fatevi coraggio; dite, dite, figliuolo! A me subito la lettera di cui parlate! —

La lettera fu consegnata a chi la chiedea. Rimasto com’uom percosso dalla folgore, lo sciagurato Leone cadde privo affatto dei sensi.

Se tale deliquio fosse prodotto dal presentimento delle cose che tale lettera avrebbe svelate o dalle vitali facoltà del Leone esauste sotto i tormenti o dall’una e dall’altra di queste cagioni, gli è quanto sapremo dappoi. Per allora l’adunanza fu sciolta; il semivivo venne portato in un letto dello spedale delle prigioni. Racchiuso in un carcere a parte colui che consegnò la lettera misteriosa, gli altri furono condotti nelle carceri comuni dei malfattori.

VII. L’ESPETTAZIONE E L’ARRIVO.

Intanto la giovinetta Solis ha passato di ben tristi giorni da che Luigi si partì da essa in un modo che dava così da pensare. L’amante le avea promesso di tornare il più presto, ma, in vece di comparir egli in persona, le scrisse alla domane questo biglietto che da più giorni è tema di variate angosciose meditazioni per la solitaria Maria.

«Mia cara Maria.

«Un affare premuroso altrettanto quanto l’amore che ti ho eternamente giurato mi obbliga a partire immantinente per Paola. Senza questa istantanea necessità sarei venuto io stesso a congedarmi da te. Non posso prevedere io medesimo per quanti giorni dovrò privarmi dell’unica felicità ch’io m’abbia al mondo, quella di essere dove sei, di respirare l’aria che tu respiri, di contemplare in te la più bell’opera della natura e del cielo. Ciò ti dice abbastanza come solo la più aspra fatalità, non mai il voler mio, possano farmi acconsentire ancor per istanti alla più amara, all’unica vera privazione che il tuo Luigi possa soffrire. Il bisogno d’affrettare il mio viaggio non mi permette scriverti di più. Non dubitare mai della sincerità del mio affetto. Se mi sentissi capace di far torto alla purezza di questo sentimento crederei di poter volontariamente oltraggiare la divinità di cui sei la più somigliante immagine sopra la terra.»

A malgrado della tenera passione che traspirava da ogni frase di questa lettera, a malgrado della persuasione di essere sinceramente amata, durevole nella Maria e mantenuta in essa dalla nudrice, ancorchè, come vedemmo, fosse nato in cuore della Concezione un lontano timore di essersi ingannata, a malgrado di tutto ciò quella lettera fu un colpo mortale alla tranquillità della misera donzella cui venne recata. Dopo essere rimasta poco meno che instupidita, la Maria faceva ora un’inchiesta or l’altra a sè stessa: — Un affare premuroso altrettanto quanto il suo amore! Dunque ha degli altri affari premurosi egualmente? Anzi questo lo è di più; senza ciò non me ne farebbe un mistero. — E via e via venivano altre perplessità della stessa natura che per dir vero ella ripetè, or in un modo, ora nell’altro, a sè e alla Concezione, finchè la lontananza di Luigi continuò, e che per conseguenza non ripeteremo noi ai leggitori.

L’amore trovava sempre soluzioni plausibili a questi quesiti, poi in un subito l’amore stesso le distruggeva, onde la povera amante avea già perduto l’appetito ed il sonno; frequenti lagrime le appannavano gli occhi stanchi omai di guardare per traverso ai boschi e alle montagne se mai qualche cavalcatura riconducesse il sospirato Luigi a quella volta; i colori vividi della sua carnagione erano spariti; non soffriva meno di lei l’amorosa nudrice; le ore forse più fortunate per la giovinetta erano quelle in cui, gettandosi a’ piedi della Vergine e facendo quasi un tutto del proprio amore e della propria fede religiosa, credeva esauditi i suoi voti e in una pia estasi vedea già ritornato il suo amante che, sempre fedele, sempre degno di lei, le porgesse la mano di sposo.

Rinveniva un giorno da una di queste estasi deliziose quando vide dinanzi a sè il padre Venanzio che giungeva allora allora da Paola. Ciò che in altri tempi le avrebbe recato diletto, perchè certamente dovea piacerle il trovarsi col buon minimo che cercato, com’ella avea motivo di credere, da Luigi poteva essere meglio al caso di darne a lei le sospirate notizie, or le rincrebbe. Il sol uomo che Maria avrebbe voluto vedere in quel punto era Luigi e la presenza di un tutt’altr’uomo la spaventò.