— Quando Luigi vi promise di sposarvi credeva d’essere un giovine ricco e di poter formare d’indi in poi la vostra felicità.... —
La Maria non permise al monaco di procedere nel discorso perchè si diede a chiamar forte:
— Concezione, Concezione!
— Che cosa c’entra adesso la Concezione?
— Oh! come c’entri lo vedrete. Eccola qui. Già so a che tende il vostro discorso. Gli affari economici di Luigi vanno male.
— Tutto il male che possono andare, la mia creatura! — disse sospirando il padre Venanzio.
— La Concezione vi dirà che dal più al meno era quello ch’io m’era immaginata. N’è vero, Concezione, che io al vedere da alcuni giorni il mio Luigi sì pensieroso, ne diedi subito colpa ad un disordinamento di sue sostanze e che ti dissi: Ne ho più del bisogno per lui e per me. Metto fra le sue mani quanto posseggo? Tu, come unica mia tutrice, me ne desti in oltre la permissione; a che prezzo lo sai. —
Qui sorrise la giovinetta ed anche la nudrice che, voltasi al padre Venanzio, esclamò:
— Padre, ditelo voi se si può negar nulla a questa cara ragazza. Quanto ella vi ha raccontato è la pura verità. —
Il frate minimo, intenerito dalla bontà ingenua di queste angeliche creature, soggiunse: