— Gli è bene il saper ciò; è un passo innanzi per il povero Luigi che veramente è un ottimo giovine. Ma resta a sapersi se il sentimento della propria dignità, grandissimo in lui, gli lascerebbe consentire di vivere a spese di una moglie.
— Se non ce lo mettete in testa voi! — disse nella vivacità della sua passione la Maria.
Il padre Venanzio qui assunse un tuono di severità.
— Signorina, se il vostro amore è fondato su la stima che avete per Luigi dovete giudicarlo abbastanza compreso della propria dignità perchè non abbia bisogno che frate Venanzio gliene inspiri il sentimento. Credevo più nobile il vostro amore.
— Ah perdonatemi buon padre! perdonatemi! Noi donne non sappiamo alle volte che cosa ci diciamo, massime nell’impeto della passione. Per altro.... ma prima di tutto mi avete perdonato?
— Oh di tutto cuore, figliuola mia! Per altro.... che cosa volevate dire?
— Non sarebbe mai vero che, dando io la mano di sposa a Luigi, mi sposassi con un uomo sprovveduto di tutto. Non possedè egli tale ingegno che può fruttargli in mille maniere? Oh! non la consumerebbe no egli la dote di sua moglie.
— Qui parlate più ragionevolmente, perchè ho un gran concetto anch’io di Luigi.
— Che siate benedetto! ma fatelo venir subito e che quest’affare si combini presto; ho penato abbastanza.
— Prima ch’egli risponda... chè, vi ripeto, non mi fo guarante della sua risposta.... è necessario che sappiate come da tanta sua ricchezza egli sia caduto a non posseder nulla sopra la terra.