Ricompariva in quel momento accompagnata da due famigli la Concezione che disse tosto:
— Abbiamo qui i testimoni; vi pregherò solo, buon padre, che quanto si ha a fare sia concluso presto. —
Il monaco non si fece pregare; furono portati doppieri accesi ed un crocifisso su la mensola del quadro della Madonna; le nozze vennero celebrate secondo tutti i riti della cattolica chiesa, nè è a dirsi il giubilo degli sposi, della Concezione e della gente di servigio la cui felicità consisteva in quella dell’ottima loro padrona. Come si usa in simili circostanze furono portati all’intorno e zuccheri canditi e giulebbi, provvisioni di cui la casa della facoltosa erede Solis certamente non difettava.
Trascorso un certo tempo, il padre Venanzio s’apparecchiava a prendere il suo cappello ed il suo bordone per congedarsi dagli sposi novelli quando la Maria graziosamente gli disse:
— Spero bene, buon padre, che vorrete partecipare con noi del povero pasto delle nostre nozze. Capisco che cosa vorreste rispondermi; che le regole del vostro ordine cioè vi costringono a mangiar di magro in ciascun giorno della settimana; ma oggi è sabbato e mangiano di magro tutti i fedeli. Dunque, padre mio, non avete difese.
— E vi daremo anche buoni piatti di magro — soggiunse la Concezione — perchè ecco là — e in questa guardava fuor del balcone — ecco là il nostro castaldo che viene dal mercato di Cosenza, e suole sempre portarne e buon pesce spada e buone triglie ed eccellenti frutti di mare. —
Il padre Venanzio avrebbe creduto offendere la cordialità di così onesti convitanti non accettando; laonde era tornato a mettersi a sedere quando entrò nella stanza il castaldo con le braccia cariche di canestri e di ceste.
— Vedo, Giacomo — si volse a lui tutta giuliva la Maria — che avete fatta buona presa.
— Non mai tanto buona, mia cara padroncina, quanto l’ha fatta la giustizia di Cosenza. —
Avreste letto in un subito un certo tal quale smarrimento ne’ lineamenti di Luigi, smarrimento però che non venne notato da alcuno in quel punto.