— Oh quanto vi ringrazio — disse la Maria — che mi facciate ricordare di questa particolarità! Mi stimo fortunata di essere figlia d’anima del Gran Gonzalvo, ma non avevo mai pensato ad implorare questa eccelsa protezione. Forse ora.... —
Fu rapido più d’un lampo l’occhio del padre Venanzio nel fare un cenno alla buona Maria, cenno rapido che volle dire: Non è cosa sana con tali giudici il toccare questo cantino prima del tempo.
— Forse ora nemmeno ci penserei — così fu presta a voltar la sua frase Maria che intese in aria l’occhiata del padre Venanzio.
— Or dunque — continuò il nostro Quinzio — vedete un po’ che cosa si diceva del vostro amante! ch’egli era il figlio di quel Leone, capo d’assassini, or caduto nelle mani della giustizia; e si era persino arrivato a sostenere che tal vostro amante avea tenuto mano all’assassino per agevolargli una fuga giovandosi del vostro amore.... vi dico solo le ciarle che si son fatte.... per travestirlo con una casacca del defunto padre vostro che si è trovala indosso al malfattore. Son ben certo, amabile signorina — proseguì Quinzio — che in questo travestimento voi non ci aveste la menoma colpa.
— Anzi tutta io, signor luogotenente — soggiunse la Maria animata in volto e piena di quel nobile coraggio che viene inspirato dalla innocenza. — L’infelice di cui parlate ricevè il suo travestimento dalle mie mani soltanto senza che l’individuo ora accusato di tal cooperazione ne fosse consapevole. —
Qui la Concezione avrebbe voluto dir qualche cosa anch’ella, ma certe occhiate misteriose e autorevoli del padre Venanzio la obbligarono, ben suo malgrado, a sì rigido silenzio ch’ella non apparve quasi affatto un personaggio di questa scena.
— Ah taci, Maria! — esclamò Luigi che non potea e non credea più gli convenisse frenarsi — angelo d’innocenza, non incolpare te medesima ingiustamente. Tutte le colpe son mie.
— Chi è quel giovine che parla adesso? — chiese ghignando al suo solito il luogotenente.
— Quel giovine, signore, è mio marito. Consolati, sposo mio; sono io sola la rea della colpa che ti viene imputata; me ne vanto e saprò difendermi.
— Per altro riflettete, signora — soggiunse Quinzio cui non parea vero l’accaparrarsi un maggior numero d’individui da processare — riflettete che della fuga agevolata al colpevole non venivate accusata voi, laonde vi siete danneggiata senza giovare all’individuo la cui lettera, che chiama padre il capo degli assassini, è adesso nelle mani della giustizia. Ma sareste voi forse — e qui si volse a Luigi — il figlio del Leone?