— Io dico che non c’è più religione — gridava il compare massaio.

— Anche questa, cred’io, è una lamentanza vecchia — notò Gennariello.

Intanto la campana della benedizione chiamò tutti in chiesa, onde non rimasero nel sagrato e nella piazza se non le milizie che fecero i loro spari quando ne fu il tempo, qualche garzone vinaio restato a guardar la sua bettola, finalmente un’astrologa che, posta per allora da un lato la sua tromba magica, contava da star sul proprio palchetto ed intascava i danari raccolti nel suo piattello, o parlava a quando a quando con alcun suo alleato segreto che, venendole a confidare quel passato di cui fu testimonio, le ingrossava il capitale de’ suoi pronostici dell’avvenire.

II. LA MALA PREDIZIONE.

Data la benedizione, la maschile brigata descritta dianzi nell’uscire di chiesa si fermò sul sagrato a far ala per vedere venir fuori le donne, come i nostri giovani eleganti si fermano sotto gli atrii del grande teatro per passare in rassegna le belle della giornata.

Nè fra quelle che il luogo ed il tempo attuale potevano offrire alla vista andò certamente inosservata la vezzosissima Maria Solis che, dopo dati ai suoi famigli alcuni ordini in forza de’ quali la cavalcatura allestita per lei andò ad aspettarla altrove, disse come rispondendo ad una rimostranza fattale dalla nudrice:

— Intanto ch’egli congeda le sue milizie per accompagnarsi indi con noi bisogna bene ch’io mi faccia passare il tempo.

— Ma in tutt’altro modo io direi, cara mia. Se vi prendete su uno spavento!...

— Sapete bene, Concezione — tale era il nome della nudrice — ch’io non sono la figlia della paura. Se non volete farvi astrologar voi siete padrona. —

E così dicendo si trasse per mano la nudrice verso il luogo ove l’astrologa s’era tornata a mettere più fervidamente che prima nell’esercizio della mistica sua professione. Sia in grazia della bizzarra loro acconciatura, oppure conseguenza della vita stentata che fanno, le fisonomie delle zingare o astrologhe non appariscono per solito molto simpatiche, e fra cento consorelle della Meg Merrilies del Guido Mannering si troverà per prodigio, se pure è vero, una Esmeralda. L’astrologa di cui parliamo qui apparteneva alla classe delle cento; vi lascio pensare se non era una brutta serva di Dio! Accortasi costei della buona clientela che stava per capitarle, si sbrigò tosto degli avventori che avea per volgersi alla vezzosa Maria Solis di questo tenore: