— Ci ho ben badato tanto io! — soggiunse la Concezione.

— Ma ci siamo, cara comare, mi raccontate sempre delle cose presenti.

— Or bene, giacchè mi ci costringete — disse l’irritata maga — vi dirò alla presenza di tutti che l’uomo al quale dite di non aver badato ha la mala guardatura e vi ha portata la vostra fatale disdetta.

— Madonna! Madonna! ve lo diceva tanto io di non venir a destare questo vespaio! — gridò alla Maria la povera Concezione.

Ma la buona Maria che, come ne occorrerà l’occasione di farlo vedere in appresso, aveva nel suo retto discernimento e nella purezza del proprio cuore i migliori talismani contro a qualunque fascino del mal occhio[2], si diede a ridere di tutto cuore. Ed il suo riso ed il suo attuale trastullo sarebbero durati più lungamente se non vedeva venire a sè un aiutante a lei ben noto del suo fidanzato; chè allora, premurosa di sapere qual messaggio le recasse a nome dell’amante, gettò in fretta una moneta d’argento sul piattello dell’astrologa che in quel punto forse sentì qualche rimorso di essersi tanto lasciata vincere da uno stizzoso zelo del decoro di sua professione.

Intanto i nostri curiosi si erano avvicinati al palchetto della sibilla per veder meglio che cosa facesse e non facesse la Maria, e continuavano a parlare alla rinfusa di lei, del suo amante, ed anche del Leone.

— Dite, Gennariello, chè voi lo saprete, è propriamente nativo di Napoli quel capitano Luigi?

— Sì e di nobil casato. Le passate vicende politiche, dicesi, fecero morire di crepacuore il consigliere Grifone suo padre che nondimeno gli ha lasciata una buona sostanza. I suoi danari gli vengono sempre pagati da un banchiere di Napoli.

— E quanti ne ha! e come se li fa godere dagli amici! — Gervasio dicea.

— Fa anche di grand’atti di beneficenza — soggiunse il giovinotto. — E non è solo un buon soldato, ma istrutto di tutte le cose; la dà ad intendere fino ai nostri preti; basta dire che sa perfettamente il latino ed il greco!