[36]. Questa espressione, che del resto è la riproduzione d'una idea greca (v. Odiss. vi, 208), è usata dai Padri della Chiesa e s'incontra spesso nel francese antico applicata ai poveri: li mes Dieu (v. p. es. Romania, iv, 390, v. 116).

[37]. V. ora l'edizione d'Anseïs de Carthage dell'Alton (Tübingen, 1882), v. 11392-11505.

[38]. Un aneddoto narrato in Jean d'Avesnes (p. 68) ci mostra un tranello simile teso allo stesso Saladino; costui però è piú astuto; avendo ottenuto la capitolazione d'un castello vicino a Sur, dove non si trovavano altro che donne, vi pranza con le dame del castello in compagnia d'una giovine damigella, «laquelle cuida convertir Salhadin par une maniere bien couverte; car elle trencha par deux fois du pain qu'elle engressa de char de porc et elle le mist devant Salhadin, qui mie n'en menga et qui ne fist que rire sans dire aultre chose». (ms. 12572, fol. 194 v.).

[39]. Wilhelm Parvi de Neuburgh Historia rer. angl., ediz. Hamilton (London, 1856), vol. II, p. 158; Étienne de Bourbon, ediz. Lecoy de la Marche, § 481.

[40]. V. G. Paris, La parabole des trois anneaux (Paris, 1885, estratto dalla Revue des études juives, vol. XI). [È stato tradotto in italiano e stampato nel quinto volumetto di questa Biblioteca critica, pp. 29-55. N. d. Tr.].

[41]. Questo episodio richiama la storia della gradinata di smeraldo narrata piú avanti secondo Jean d'Avesnes.

[42]. Von der Hagen, Gesammtabenteuer, vol. III.

[43]. È cosí che, secondo un racconto, che deve essere autentico, Rollone morendo fece contemporaneamente dire delle messe e sacrificare dei cavalli a Thor, per esser ben sicuro di non disubbidire al vero Dio.

[44]. Ms. fr. 770, fol. 262; 12203, fol. 44; 24210 (non numerato), fol. 64.

[45]. Ms. di Tours 206, citato dal Lecoy de la Marche (Ét. de Bourbon, p. 64).