[106]. D. Bouquet, vol. XII, p. 119.
[107]. Ms. fr. 1799, fol. 16 v.º.
[108]. Semplicemente secondo il Ménestrel la storia è narrata nel ms. fr. 9222 (fol. 17), nella Cronaca di cui D. Bouquet dà un estratto (vol. XII, p. 229), in Giovanni des Preis (vol. IV, p. 396), nella cronaca di P. Cochon (p. 3), e senza dubbio altrove.
[109]. Il Fioravanti (pp. 32, 35) fa le piú singolari riflessioni su questa storia. Vuole che il soldano del Voyage du comte de Pontieu (che del resto in questo romanzo è il bisavolo di Saladino) sia in realtà Saladino in persona, e che Aliénor, figlia del conte di Poitiers, sia in fondo identica alla figlia del conte di Pontieu. Tuttociò non ha il minimo fondamento, e l'autore infiora i suoi ragionamenti di errori d'ogni genere.
[110]. V. l'interessante studio del Tamizey de Larroque sopra Aliénor di Poitiers nella Revue d'Aquitaine, 1864, specialmente a p. 314. Oltre gli antichi storici, egli cita tra i moderni Michaud e Ang. Thierry; ma per errore egli vi aggiunge il Michelet, che parla solo di Raimondo. — Notiamo qui che si è spesso ripetuto che Matteo Paris aveva anche accusato Aliénor d'aver avuto per amante un figlio del diavolo; ma ciò è molto probabilmente un errore. Nel testo a stampa (Chron. majus, ediz. Luard, vol. II, p. 186, s. a. 1150) si legge: Diffamata est de adulterio, etiam cum infideli, et qui genere fuit diaboli; ma bisogna senza dubbio leggere quod per qui: è Aliénor stessa che si accusava d'essere di razza diabolica (V. il Ménestrel de Reims e i curiosi passaggi citati da Paolo Meyer, Notices et Extraits des mss., vol. XXXII, part. 2, pp. 64, 68, 70), e anche là v'era senza dubbio una confusione col suo secondo sposo: l'origine satanica dei Plantageneti era leggendaria.
[111]. Come fa notare il De Wailly nel suo Sommaire critique, non vi era allora alcun signore di Baru (Beyruth): la tradizione intendeva certamente Balian d'Ibelin, il cui figlio Giovanni fu sire di Barut, e che era, come Raimondo, uno dei nemici del re Guido. Il marchese di Monferrato sarebbe Guglielmo II il vecchio, che fu fatto prigioniero da Saladino; ma si tratta piuttosto di suo figlio il celebre Corrado, trasformato in traditore a causa della sua ostilità contro Guido di Lusignano. Il signore di Sayette è Rinaldo; non si sa chi bisogna intendere per il bail o bau d'Escalona; Ernoul dice espressamente (p. 184) che non vi era alcun governatore in questa città.
[112]. È facile riconoscere in questi nomi quelli che aveva dati il Ménestrel; Liban viene da una cattiva lettura di li baus, nominativo di le bau; Pierre e Poru sono fantastiche addizioni del rimatore.
[113]. È curiosissimo di ritrovare in parte le stesse cose nella narrazione della caduta del regno di Gerusalemme che fa Roberto di Clari, secondo i racconti orali (§ 33).
[114]. Questo nome solo e il suo posto nella serie dei re lo ravvicinano a Baldovino II di Bourg. In un punto, il romanzo dice che, «selon aulcuns», era colpito dalla lebbra (fol. 167 v.º), ciò che l'identificherebbe con Baldovino IV.
[115]. Vi fu infatti un combattimento assai serio alle fontane di Saforia (v. Ernoul, p. 97), e, ciò che è veramente curioso, il nostro romanzo, cosí lontano da una narrazione autentica, racconta qui un aneddoto sopra l'illuminazione del campo de' Cristiani che sembra imitato dalla cronaca d'Ernoul (p. 100). Il poeta aveva senza dubbio gettato qua e là uno sguardo sui testi storici (fol. 169 r.º).