[116]. Il romanzo qui narra che Saladino concepí per Guglielmo de la Chapelle un'ammirazione tale da mandargli in dono uno dei suoi migliori cavalli (ciò richiama l'aneddoto relativo a Riccardo che sta per essere narrato) e cercò, ma invano, dì persuaderlo ad entrare al suo servizio, promettendogli di colmarlo di onori.

[117]. Altrove (p. 20, n. 2, e pp. 49-50) ho parlato brevemente del piccolo episodio relativo all'assedio d'un castello, situato vicino ad Antiochia, in cui si trovavano sole donne, e della cortesia usata da Saladino verso di loro. Tutta questa parte del romanzo mostra il carattere di Saladino sotto la sua piú bella luce.

[118]. Cosí pure, naturalmente, nella traduzione latina (Itin. Ricardi, ediz. Stubbs, p. 419).

[119]. Sarebbe il vero nome da dare al corpo di cronache d'oltremare generalmente unite alla traduzione di Guglielmo di Tiro e indicate assai infelicemente sotto il nome d'Eracle. Rimando all'edizione dell'Accademia.

[120]. D. (ms. di Lione), p. 195.

[121]. Duro di bocca, pronto a fuggire (v. Godefroy).

[122]. Ms. arassies, che il glossario traduce per «calmo, tranquillo».

[123]. Le parole e le lettere che ho supplito sono indispensabili per il senso di questa frase.

[124]. «Marescalco ferratore» secondo il glossario.

[125]. Eschaillons (con questo senso manca nel Godefroy) significa i denti canini d'un cavallo (v. Cotgrave, s. v. escaillon): il dizionario francese-tedesco del Sachs dà pure écaillons in questo senso (in it. scaglioni); per conseguenza i gisanz designano anche i denti, come del resto è naturale nella circostanza. Il glossario dell'edizione traduce a torto escaillon per «la parte del cavallo che lo rende stallone» (cosa vorrebbe dire allora il plurale?) e gisanz per «testicoli».