Questa specie si rinviene abbondantemente nelle valli sul declivio dell’altipiano sotto Gheleb e sotto Maldi fra 1500 e 1800 metri sul livello del mare.
Gli alberi non formano boschi intieri, ma si presentano riuniti in piccoli gruppi, rimarchevoli per la loro altezza che raggiunge i 20 o 25 metri. Il fusto che si innalza semplice senza ramificazioni sovente all’altezza di 10 metri, è dritto e somiglia alla quercia, per la corteccia nerastra profondamente screpolata. Il legno è rossiccio bruno, lucido, con belle marezzature, solido e duro; però non molto pesante.
Questa specie è la famosa «Persea» degli autori greci e latini, la quale, nell’antico Egitto, come sacro ad Iside, era coltivato nei giardini dei tempii ed in epoca antichissima probabilmente, dovette essere introdotta dall’Arabia Felice dove essa anche oggi si trova nello stato selvatico; rinvienesi pure nella Abissinia propriamente detta.
23. Diospyros mespiliformis H.(Ebenaceae)
in tigrigna «aije».
Frequente sui monti di Cheren e nelle convalli dell’Anseba, quest’albero non raggiunge l’altezza solita come nei luoghi più bassi verso ponente, verso il Sudan. Il legno è dei più duri e resistenti.
I vecchi tronchi presentano al centro del legno un durame nero, specie di ebano simile a quello congenere delle Indie. Però raramente si sviluppa nell’Eritrea. Le nere mazze dei selvaggi della parte superiore del Nilo Bianco, sono fatte di questo legno.
24. Euphorbia abyssinica Rausch.(Euphorbiaceae)
in tigrè «Kalankâl». (conf. [Piante resinose])
Il legno Colqual è molto leggero, e nelle varie industrie può rimpiazzare presso a poco il nostro legno di pioppo. I fusti raggiungono un’altezza di 4-5 metri con un diametro di circa settantacinque centimetri.