in tigrè (Mensa) «melhetta»
Questo piccolo albero o frutice arborescente (v. piante aromatiche [n.º 5]) che è specialmente abbondante presso Cheren, ha un frutto ovale di color giallo citrino della grossezza di una piccola «Mirabella» il quale si può mangiare con tutto il seme. La polpa che è rivestita da una sottile buccia, è soda, sugosa e molto acida, ma però di gusto gradevole. Il seme ha una buccia molto sottile e contiene una mandorla bianca gustosa come una nocciuola. È uno dei migliori frutti selvatici dell’Africa. Questa pianta merita di essere ingentilita colla cultura e potrebbe diventare, col miglioramento del frutto, una specie interessante.
18. Zizyphus Spina-Christi W.(Rhamnaceae)
in tigrigna «ghevva» o «ghebba»
in arabo «Ssidr» o «nabk».
Uno degli alberi più diffusi nel Sudan e nell’Abissinia. I frutti gialli arrivano alla grossezza di una piccola ciliegia, ed hanno un sapore piacevole dolciastro-acido di mela. Esso è lo stipite selvatico dell’albero abbondantemente coltivato nell’Egitto e nella Siria.
19. Sclerocarya birrea Hochst.(Anacardiaceae)
in tigrigna «abogbul» o «abúngul».
Quest’albero, già nominato tra le piante aromatiche ([n.º 3]), ha un frutto sferico, saporito, della grossezza di una prugna o di una noce. È di color giallo chiaro allorchè è maturo, la polpa fibrosa, dolce e nel tempo stesso acida ha un piacevole sapore.
Il nocciuolo lapideo contiene 2-3 caselle, in ciascuna delle quali è racchiuso un seme come una noce. Si trovano questi nocciuoli nei luoghi selvaggi ordinariamente aperti dai babbuini (per mezzo di pietre!?) poichè essi sono ghiotti del loro contenuto.