E qualcheduno infatti già cominciava a prestar attenzione a quello stormo di belle ragazze: anche il conte Della Valle, ch'era ritto in piedi, pensoso ed immobile in fondo alla sala, alzò il capo, ma non si mosse; si mosse invece e uscì sul terrazzo un avvocatuccio un po' attempatello, rotondo come un barilotto di vermutte, colla sua brava medaglia di deputato appesa alla catenella.
—Oh! Oh! Dove si nascondono, dove si nascondono le signorine belle?—cominciò l'onorevole—qui si ride e…
—E là si muor!—rispose subito una del coro canticchiando e nascondendosi dietro le compagne, che ridevano e scherzavano.
—Vediamo un po', vediamo un po',—continuava l'onorevole,—che cosa vuol dire questa diserzione in massa dalla sala da ballo?… C'è chi lamenta, e a ragione, la scomparsa dei nostri fiori più belli.
—Oh, caro! par vivo!—borbottò Lalla, a mezza voce, tanto da esser intesa solo dalle compagne, mentre assumeva in faccia al deputato un'aria contegnosa. E le altre, senza dargli retta, cominciarono a corrergli d'intorno, domandandosi e rispondendosi sempre ridendo:—Numero uno, è per te!—Grazie, non ne prendo!—Numero due!—Non ne voglio!—Numero tre!—Rifiutato!—Numero quattro!—Respinto!—e scappando, chi di qua, chi di là, lasciarono solo, con un palmo di naso e con un sorriso ancora da finire sulle labbra il pover'uomo, che se ne tornò via mogio mogio. Sparito il deputato, tutte le fanciulle, come uno sciame d'uccelletti, ritornarono, correndo, attorno alla finestra.
—Dunque, dal momento che la nostra scelta è fissata, ir-re-vo-ca-bil-men-te,—disse la Giulia,—confidiamoci a vicenda, giurando prima di dire la verità e null'altro che la verità, lo sposo scelto dal nostro cuore, per cercare di metterci d'accordo, nel caso di elezioni contrastate, e schivare i danni della concorrenza… e schivare!
Ma, pare impossibile, una proposta tanto opportuna fu accolta freddamente e, messa ai voti, venne respinta.
La Giulia replicò, ma non ebbe miglior fortuna, e invece fu approvato all'unanimità un emendamento di Lalla, che proponeva di scegliersi un'amica comune, alla quale ognuna avrebbe confidato il proprio segreto. In tal modo, nel caso contemplato dalla Giulia, di un solo marito scelto da due o più pretendenti, l'amica ne informerebbe le parti interessate invitandole ad un accordo amichevole.
—Sta bene, ma chi sarà la depositaria dei nostri segreti?
—Lalla; è la più giovane, è la più buona; e poi, ancora non ha scelto nessuno.