Quel matrimonio gli accomodava moltissimo. Gli ritornava la popolarità a Borghignano, gli apriva le porte del Senato, temperando le tinte del suo colore politico, gli assicurava la quiete, la tranquillità negli sconvolgimenti dell'avvenire, e finalmente acquietava, completamente e per sempre, il suo cuore e la sua vanità di marito.
Lalla non gli era stata mai tanto cara, e quando la ebbe raggiunta, l'abbracciò più volte, coprendola di carezze e di moine.
—Hai pregato il Signore? Lo hai pregato proprio col cuore?
—Sì, babbo; per te e per la mamma.
—Ebbene, la tua mamma ti aspetta; ha da parlarti di cose molto serie, molto importanti. Va, corri da lei, e ricordati che una buona figliuola non deve avere altra volontà tranne quella dei suoi genitori, che le vogliono bene, e che si sacrificherebbero anche, pur di vederla felice… ad ogni costo.
Lalla, alle prime parole, aveva capito tutto; ma finse, si intende, di non capire nulla, e corse dalla mamma.
Come Maria l'aspettava, può immaginarlo soltanto chi ha molto amato e molto sofferto; la risposta di Lalla voleva dire la sua felicità, voleva dire la sua vita…
Maria le parlò tremando, impallidendo, con le labbra secche, con gli occhi arsi, ma senza una lacrima.
Invece Lalla l'ascoltò sino alla fine, poi si gettò fra le sue braccia piangendo e abbassando la vaga testolina, con una verecondia piena di grazia infantile.
Maria era perduta.