Intanto Prospero Anatolio che aveva speso bene il suo tempo origliando alla porta, per regolarsi secondo gli eventi, entrò sorridente, beato. Lalla sorrise anche al babbo fra le lacrimucce, e, come si era prima gettata nelle braccia della mamma, così adesso corse a nascondersi in quelle del suo caro papparino, con gli stessi attucci pieni di verecondia e di gioia.

XX.

L'itinerario già stabilito dal duca non fu perciò punto modificato, e i d'Eleda partirono il giorno dopo per Borghignano. Non parve neppur conveniente che Giorgio li seguisse subito subito; egli avrebbe dunque aspettato un'altra settimana prima di raggiungerli.

Quei pochi giorni di tregua erano più che necessari a Maria. Trovare la calma, la pace, ella non poteva sperarlo, ma almeno, così, un po' di tempo lo avrebbe avuto per raccogliersi in sè stessa, e rinvenire da quel colpo terribile, come chi, preso da capogiro, sente il bisogno di fermarsi, di chiudere gli occhi e di riposare.

Nel lunghissimo viaggio, la nobile famiglia non fece molti discorsi. Maria… si capisce; Lalla pensava al rumore che leverebbe la nuova di quelle nozze, e al dispetto della Giulia; Prospero Anatolio meditava il suo primo discorso in Senato, mentre l'agitata miss Dill, coll'emicrania, si rodeva per non poter sapere che cosa avrebbero fatto di lei dopo il matrimonio della sua scolarina. L'avrebbero tenuta in casa ugualmente alle condizioni di prima? la lascerebbero in libertà, con un assegno vitalizio? oppure la pianterebbero in mezzo alla strada? Perchè, con quegli egoisti, c'era tutto da aspettarsi!… Intanto sperava di trovare a Borghignano una lettera di don Vincenzo, al quale aveva già scritto, per consigliarsi, appena scoppiata la bomba.

Al loro arrivo trovarono la casa piena di parenti e di amici, e cominciarono le congratulazioni.

Un telegramma di Prospero Anatolio spedito da Pegli al conte
Eriprando, aveva già divulgata la lieta novella, e dalla Curia
Vescovile al gran Caffè di Borghignano, tutti la ripetevano l'uno
all'altro, come l'avvenimento più importante della giornata.

Ogni parola, ogni complimento di quella gente vuota e pettegola era una stretta dolorosa per il cuore di Maria. Tutti erano infuriati a lodare la coppia bene assortita e ad enumerare con gli entusiasmi di occasione le gran belle doti del promesso sposo.

—Se dura la Sinistra al potere, in una prossima ricomposizione lo vediamo ministro, o per lo meno segretario generale—profetava solennemente uno dei suoi grandi elettori.

—Non è più un giovinetto, ma è sempre il gran bell'uomo—esclamavano le signore.