…. Giù, nel salotto, non c'era sintomo alcuno, foriero dell'uragano che si addensava minaccioso nel piano superiore; e quando miss Dill entrò non vi si udivano che le voci sommesse dei due fidanzati seduti, quasi nascosti, nel vano di una finestra. Discutevano scherzosamente sulle gradazioni dei colori vivaci delle varie lane che Lalla adoperava per un suo lavoro che stava allora tessendo, mentre Maria, nell'angolo di una finestra, rincantucciata nella sua poltrona con uno scialle buttato sulle spalle, perchè si sentiva intorno un po' di febbretta, leggicchiava la Revue des Deux Mondes.
Là dentro spirava la calma e la pace: il sole vi penetrava appena, timidamente, dagli spessi cortinaggi, e i sensi erano ricreati da un'auretta molle, soavemente profumata, dai fiori freschi e delicatissimi, disposti con dovizioso disordine un po' dappertutto.
Giorgio, appena entrata miss Dill, si alzò per stringerle la mano, domandandole conto della sua salute.
—Come al solito, molto poco bene.—L'istitutrice approfittò di quel momento nel quale il Della Valle si era allontanato da Lalla, e chinandosi sul piccolo telaio della fanciulla, e fingendo di esaminare il ricamo, le disse sottovoce:—È arrivato il Frascolini.
—Dov'è?—chiese Lalla fattasi un po' pallida, ma senza scomporsi.
—È su, in camera mia; c'è la Nena di guardia.
—Vengo subito.
La miss prese un uncinetto dal cestino della signorina, e ritornò in fretta dal filodrammatico per tenerlo d'occhio.
Lalla fece ancora qualche punto del suo ricamo, poi si alzò adagino e si mosse per uscire.
—Dove vai?—le domandò Maria vivamente.