—Vado di là, a prendere un po' di lana azzurra.

—È inutile adesso; andrai più tardi.

—Oh! bella,—esclamò Lalla sorridendo,—si direbbe quasi che ti secca, che hai paura, che non vuoi restar sola con Giorgio! Vado e torno.—Ed uscì.

Fece le scale adagio adagio; esitando ad ogni passo con un grande stringimento al cuore, non tanto per il timore, quanto per la ripugnanza, l'avversione ch'ella sentiva adesso di Sandro, perchè la incomodava, perchè l'angustiava proprio sul più bello della sua tranquilla felicità. Però, a mano a mano ch'ella si avvicinava a quell'incontro così scabroso, lo stringimento del cuore diventava sgomento e allora l'avversione, la ripugnanza si mutavano in odio. Nel corridoio incontrò ancora miss Dill e ve la lasciò di guardia. La Nena, appena ritornata l'istitutrice, era corsa via.

—E così… che cosa volete?…—disse la duchessina ad Alessandro, appena entrata in camera, aprendo lei il foco, subito, con alterezza stizzosa.

—Che cosa voglio?—esclamò l'altro: e vedendola così fresca e piacente nel vestitino succinto di mussolina bianca, sentì una scossa, come un fiotto di sangue caldo al cervello.—Che cosa voglio? Te, voglio, che lo hai giurato, che sei mia!

—Sua?… Da quando in qua, signor Frascolini?… Sandro si sentì pungere sul vivo e:—Meno arie, signora duchessina—le rispose un po' sogghignando.—Ho buona memoria io, e sono qui apposta per provarlo a lei e a tutti.

Gli occhi, di solito così affettuosi, così soavemente timidi della fanciulla, ebbero a questo punto come un bagliore sinistro: diventarono foschi e torti, sotto le ciglia aggrottate; ma fu un lampo, e tutta l'espressione del suo volto si rifece dolcissima quando ella domandò al giovinotto:

—Mi vuol perdere dunque?… E perchè?… Che cosa le ho fatto di male?

—Che cosa mi ha fatto!—esclamò Sandro incrociando le braccia e parlando con voce bassa e tremante.—Che cosa mi ha fatto? mi ha ingannato, deriso, respinto, mi ha tradito. Si è fatta giuoco di me e del mio amore; mi ha messo in urto colla mia famiglia, in collera coi miei amici, mi ha fatto prendere in odio da tutti. Ero felice e mi ha avvelenata la vita; ero stimato e non sono più che un miserabile… e mi domanda freddamente, sorridendo, che cosa mi ha fatto di male?!… Ma, in nome di Dio, tanto male mi ha fatto, tanto male, che avrei ragione di strozzarla colle mie mani!…