E le lacrime gli rigavano calde calde le guance; le lacrime che gli uscivano proprio dal cuore, e per una parola, una parola sola di quella creatura esile, bionda, vaghissima che gli stava, ritta dinanzi, il povero innamorato avrebbe data la vita senza esitazione e senza rimpianto.

—Tanto male le ho fatto?… Io che non so di aver avuto nessun altro torto tranne quello forse di essere stata troppo debole… troppa buona con lei?…

—No, la sua non era bontà, era capriccio, era cattiveria! Lei ha voluto scherzare con me dimenticandosi che anch'io, quantunque povero, avevo un cuore che sarebbe stato spezzato; un cuore… plebeo, ma che perciò non avrebbe sofferto meno profondamente, e meno dolorosamente!

—Lei, signor Alessandro, si è un po' illuso, ecco, ma io non ne ho colpa!

A queste parole il Frascolini perdette il lume degli occhi, non sentì più ritegno e gettò in faccia alla signorina tutte le contumelie le più atroci che gli corsero alle labbra. Era così forte, così furibonda quella collera, che Lalla impallidì tremando, non per lo sdegno, nè per la collera, ma più che altro per la paura.

—Maledetta, maledetta!… Ha il coraggio di venirmi a dire che sono stato io a illudermi!…—Io mi sono illuso!—Fosti tu a sedurmi, ad attirarmi, a circondarmi, a prendermi a poco a poco nelle tue reti, con ogni astuzia, con ogni lusinga, con ogni inganno! Tu sei venuta a cercarmi, tu mi hai voluto, tu, più corrotta nella tua fredda e sapiente verginità delle donnaccie da trivio, mi facesti sentire tutti gli spasimi, mi facesti godere tutti i piaceri della voluttà, e adesso hai il coraggio di contare a me, (a me di venirlo a contare!) che mi sono illuso!… Ma dimmi, non ricordi più quando ti strisciavi addosso a me, come un serpente?… Non ti ricordi più in qual modo mi hai baciato l'ultima sera a Santo Fiore?!… Hai proprio dimenticato tutto?!… Ma guarda, guarda, lo vedi questo anello?—e così dicendo le indicava un anello che Lalla aveva in dito,—ebbene, sono stato io che te l'ha dato, e allora, nel prenderlo, mi avevi promesso piangendo,—sì, piangevi falsa, bugiarda, piangevi!—mi avevi giurato che non saresti stata d'altri, che saresti stata mia, mia solamente.

Sandro aveva ragione. L'anello che Lalla teneva in dito era il suo, la turchina colle rose d'Olanda; lei però non ci pensava ormai più da che parte le era venuto; lo portava sempre perchè le piaceva, perchè era molto carino.

—Maledetta, maledetta!—continuava a urlare il Frascolini fra i singhiozzi; e Lalla, sempre più spaventata, scongiurava quel matto a non gridare, a non far nascere uno scandalo.

—Voglio gridare! Sì!… Voglio fare uno scandalo! Sei un'infame!

—Non gridi tanto, la prego, la supplico! parli più piano per amor del cielo!