—Voglio farmi sentire; voglio vendicarmi, voglio farmi sentire da tutti, e poi… e poi quell'altro lo ammazzerò! Il Medio Evo è finito! Un cane di nobile non vale adesso più d'un altro cristiano!
—Pietà di me!… lei mi fa morire! pietà… un po' di pietà!…
—No, no e no! È stata una perfidia troppo grande. Mentre laggiù, a Venezia, chiuso in uno stambugio senz'aria e senza luce, mi logoravo la vita, tu, soddisfatto il tuo capriccio, mi schernivi, e facendo la civetta, la sguaiata coi nobilucci leccati e profumati, preparavi il tuo bel matrimonio!… Maledetta!—E il Frascolini gridava sempre più forte, voleva uscire, voleva scendere da quell'altro, schiaffeggiarlo, vendicarsi. Lalla era tanto spaventata dal pericolo serio che correva, da non rilevare nemmeno tutti quegli insulti. Si era lasciata andare in un dirotto pianto, e, buttatasi ginocchioni fra Sandro e l'uscita, lo supplicava di chetarsi, di perdonarle, stringendogli le ginocchia, baciandogli e coprendogli di lacrime le mani rozze e callose. Ma lui non sentiva pietà, non voleva saperne di misericordia.—Bisognava finirla con tutte le sue commedie, con tutte le sue falsità; non avrebbe più potuto ingannare nessuno!… Tutti dovevano sapere che cos'era di buono!… Tutti!
—Alessandro, Alessandro mio, un po' di compassione, non le domando altro che un po' di compassione!
—No… Nessuna compassione! Voglio scendere, voglio vedere il tuo amante, voglio dirgli chi sei!
—Dio, Dio, ma se non… se non l'amo, se non posso amarlo, te lo giuro!
—Menti. Sei bugiarda.
—No. È mio padre che vuole, non io, è mio padre! Quanto non avevano potuto ottenere nè il pianto, nè le smanie della fanciulla, l'ottennero invece queste semplici parole. Sandro si calmò subito, come per incanto; e abbassando la voce, prendendole un braccio, e stringendolo fortemente:—E allora, tu, perchè lo sposi?—le domandò fissandola cogli occhi foschi.
Lalla respirò: capiva che aveva vinto finalmente, e che ormai aveva poco da temere.
—Lo sposo perchè mio padre lo vuole; lo sposo dopo aver sofferto in questi due mesi quanto di più orribile si può soffrire al mondo. Oh, Alessandro, lei non può capire… non conosce mio padre, lei!… Non mangiavo più, non uscivo più, non facevo altro che piangere; mio padre rimaneva inflessibile, minacciandomi che se non mi piegavo alla sua volontà mi avrebbe condotta nel Belgio e rinchiusa, per sempre, in un monastero. Allora, istupidita dal dolore e dalle privazioni, ho ceduto e—Alessandro non saprà mai quello che si agita nel mio cuore—ho detto a me stessa,—ma almeno… qualche volta potrò ancora vederlo.